Cronaca

L'ex direttore dell'ospedale si sente male a cento metri dal "suo" Sambiasi. Finisce a Lecce dopo oltre un'ora. La rabbia esplode

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NARDO' - La sorte si fa i calcoli e si prende beffa degli uomini. Più di quanto facciano i politici.

L'altro giorno, orario centrale di una mattinata di sole, un uomo di Nardò cade per terra e lì rimane per quasi mezz'ora con un orecchio sanguinante. Ci vuole una persona intraprendente per chiamare il 118 che impiega quasi venti minuti ad arrivare: poi un'altra mezz'ora per raggiungere il “Vito Fazzi” di Lecce dove l'uomo viene ricoverato in Neurochirurgia e poi in Rianimazione. Per fortuna che a bordo c'è una bravissima dottoressa di Nardò, che si è sempre distinta per abnegazione e perizia, che interviene con competenza.

In definitiva il tempo che ci vuole, se vogliamo, è “normale” per raggiungere il capoluogo. Ma ci sono due variabili, in questa storia: il fatto si è verificato in via XXV luglio, a cento metri dall'ex ospedale “San Giuseppe Sambiasi” mentre il ferito è Gino Muci, per trent'anni al lavoro in quel presidio come provveditore economo, direttore amministrativo e capo servizio.

“Una vita spesa a rendere l'accoglienza dei malati meno traumatica e più specialistica – dicono i familiari – in un ospedale che ora ci è stato tolto in modo vile per questioni politiche. Un ospedale che è stato per lui una sanguisuga e gli ha sottratto tanto tempo da dedicare ai figli ed alla famiglia ma che ora non esiste più. Dissolto a causa della stoltezza degli uomini.  Con la salute non si scherza – ammoniscono i parenti – ma quante persone dovranno ancora rischiare di morire perché un ospedale è diventato solo un “punto” o una promessa di una campagna elettorale?”