Cronaca

Condotte sottomarine: è l'ora delle decisioni

Stampa

NARDO' - Lo afferma il coordinamento del Don Milani.

 

SULLE CONDOTTE SOTTOMARINE E’ AUSPICABILE UN ATTO DECISIVO, RESPONSABILE E CONCLUSIVO.

Al Sig.r Sindaco del Comune di Nardò.

Al Sig.ri Sindaco di Galatone, Copertino, Aradeo, Gallipoli, Leverano,  Veglie, Taviano, Neviano, ecc.

Ai Cittadini di Nardò

Alle Associazioni ambientaliste locali e provinciali,

Ai Circoli e Associazioni culturali di Nardò

LORO  SEDI

Oggetto: condotte sottomarine nel Golfo di Taranto.

Il Centro Studi “don Milani” di Nardò, preso atto:

1.     che la Regione Puglia continua ad ignorare la delibera del Consiglio comunale di Nardò relativa al divieto di collettare la fogna Portocesarina in quella di Nardò attraverso il tracciato litoraneo perché ritenuto devastante per la flora,  la fauna marina e per le correnti di acqua dolce che sgorgano al mare;

2.     che il tracciato alternativo, suggerito dal Centro Studi “don Milani” lungo la provinciale Porto Cesareo –Nardò eviterebbe lo scempio costiero, l’inutile spesa di un nuovo depuratore a Porto Cesareo, la manutenzione onerosa della condotta a mare nei casi di mal funzionamento, mentre con la realizzazione di alcuni moduli di affinamento da affiancare al depuratore di Nardò gli attuali reflui da Tab. 1 possono trasformarsi in Tab. 4, utilizzabili per uso irrigui e altri non potabili;

3.     che il tracciato con l’applicazione delle stesse tecnologie sperimentate in altri siti in Puglia, consentono l’utilizzo delle acque reflue in tutti quei servizi (agricoli e non) che evitano lo spreco e contemporaneamente migliorano la qualità della vita e dell’ambiente marino; 

4.     che il golfo di Taranto è un mare chiuso;

5.     che è già abbondantemente compromesso dagli scarichi Ilva/Italsider, tanto da compromettere la mitilicoltura;

6.     che a distanza di poche decine di km. la Regione ha previsto 3 condotte sottomarine (Gallipoli, Nardò e Manduria) oltre a quella in esercizio a Taranto mettendo a dura prova inquinante il nostro circoscritto mare;

7.     che Nardò è attraversato dal canale Asso, il cui recapito è sempre nel comune di Nardò, dove già si scaricano i reflui depurati di numerosi depuratori facenti capo a ben 41 comuni, compreso quello di Copertino (che sfocia all’inizio dello scolmatore) e da ultimo il neo depuratore della zona industriale di Nardò-Galatone;

8.     che tali sversamenti affluenti tutti nello stresso specchio d’acqua a lungo andare certamente produrranno disincentivazione del turismo, inquinamento del mare, distruzione dei siti archeologici e storici di notevole importanza, modifica delle zone SIC, delle praterie di Posidonia, compromettendo pesca e attività umane

si chiede 

l’intervento decisivo delle Istituzioni, delle Associazioni ambientaliste e culturali presenti e attivi sul territorio di Nardò, presso il Presidente della Giunta regionale Vendola affinchè il progetto preliminare commissionato all’AQP sia modificato nel tracciato e nella parte finale consentendo l’utilizzo delle acque reflue, attraverso impianti specifici, da parte del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, dell’Ersap, delle serre e siano impiegate in tutti quei servizi  non potabili di Tab 4. 

Si chiede di allertare e sensibilizzare tutti i Comuni prospicenti il golfo di Taranto per l’immane danno che si intende perpetrare al nostro mare e alle nostre coste, uniche risorse economiche rimaste ancora intatte.

Si invita inoltre il Sig. Sindaco di Nardò avv. Marcello RISI ad essere promotore, conNardò capofila, di questo progetto di modernità, di civiltà, di uso razionale delle acque reflue e di turismo finalmente sostenibile.

Il Coordinamento del Centro Studi “don Milani” di Nardò