Cronaca

Le gran botte davanti al seminario: ecco il resoconto complessivo con tanto di *SUPERFOTO*

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NARDO' - Botte da orbi davanti al seminario vescovile. Ad avere la peggio sono praticamente... tutti perché il round si svolge con le giuste regole: due sorelle se le danno di santa ragione in un angolo della strada, i due cognati nell'altro.

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Alla fine finisce con cinque denunciati per rissa aggravata visto che sul ring improvvisato sale anche il figlio di una delle due coppie, un diciottenne.

Tutto inizia con una telefonata mentre la coppia residente a Nardò, con il giovane figliolo, si sta recando nella clinica radiologica “Filograna”, che si trova proprio in via Incoronata, per effettuare alcuni accertamenti. A parlare al cellulare sono C.D.B., 38 anni, e la sorella che risiede a Galatone, F.D.B. di 33. Volano parole grosse perché i dissapori sono stratificati nel tempo ma la goccia che fa traboccare il vaso è il rifiuto della sorella di battezzare il figliolo dell'altra. Un momento per sancire la pace, insomma, scatena la guerra.

A prendere il telefono in mano e dirimere la questione è il coniuge galatonese della donna, O.T. carpentiere di 36 anni, che annuncia solenne: “vengo a Nardò per uccidervi”.

E' a questo punto che qualcuno, con voce tremula, avvisa i carabinieri che si portano sul posto appena in tempo. Sono da poco trascorse le nove. Quando i militari arrivano in via Incoronata, infatti, i giochi sono già incominciati. In un angolo c'è il galatonese che è armato di un piede di porco, del quale si libera non appena vede le divise, ma chè è già arrivato alle mani con padre e figlio, l'artigiano G.L. di 42 anni e L.L. Di 18. Poco lontano si stanno accapigliando anche le sorelle.

Con molta fatica i carabinieri riescono a dividere i contendenti: molta gente assisteva alle botte ma nessuno si azzardava a mettersi in mezzo a quella baraonda. Alla fine torna la pace apparente serve anche l'ambulanza del 118 che cura i malcapitati per graffi e contusioni, in un caso servono anche alcuni punti di sutura. I feriti, tutti portati in caserma ed identificati, guariranno con prognosi da tre a sette giorni.