Cronaca

Posto sotto sequestro il testamento della zia buonanima

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NARDO' - Sette persone - tra cui i nipoti di un'anziana donna - nei guai per un testamento contestato e messo sotto chiave dal giudice Emilio Arnesano. E rischia di essere iscritto nel registro degli indagati anche il notaio che ha raccolto le ultime volontà della donna.

Si evolve la vicenda di una 87enne di Nardò il cui testamento è stato contestato dal fratello sopravvissuto che si è rivolto all'avvocato dopo aver scoperto che la donna, nata a Nardò nell'aprile del 1925, aveva lasciato tutti i suoi averi ai nipoti. Proprio sul documento – in parte olografo e in parte scritto al computer, e per questo motivo controfirmato da alcuni testimoni – è stato effettuato il sequestro probatorio da parte del giudice Emilio Arnesano che, in questi mesi, ha raccolto una miriade di documenti e dichiarazioni rese ai carabinieri da parte dei tanti personaggi interessati alla vicenda.

Che. come si è detto, riguarda una 87enne che viveva, da zitella, insieme con un fratello ed una sorella in una abitazione di campagna e senza particolari lussi. In pochi sapevano la donna possedesse notevoli averi come un grandissimo terreno edificabile in zona periferica ed una masseria con annessi altri terreni di valore. Ora gli effetti del testamento sono “congelati” fino alla conclusione del procedimento giudiziario che si è innescato.
La storia. Nella scorsa primavera, l'anziana è stata ricoverata prima a Tricase, nel reparto di riabilitazione, poi a Nardò, prima in Geriatria e poi in Lungodegenza, dove sono cambiati gli accordi tra i tre fratelli che si erano erano promesso di lasciare la proprietà l'un l'altro, con la cosiddetta formula “chi vive regna”.
Ma dopo la morte dell'anziana, avvenuta il 17 giugno, è saltato fuori un testamento redatto da un notaio con l'ausilio di alcuni testimoni. E il periodo sarebbe proprio quello corrispondente al ricovero ospedaliero, lontano quindi dagli occhi degli altri fratelli che, una volta scoperte le ultime volontà della germana, hanno impugnato il testamento.

Sotto la lente del giudice anche il luogo in cui sono state raccolte le volontà – in ospedale – ma che non sarebbero specificate con chiarezza. Sempre il quel periodo, infine, alla signora sarebbe stata diagnosticata una forma acuta di demenza senile: come ha fatto a dichiarare lucidamente di voler lasciare tutti ai nipoti? E davanti a quali testimoni? A beneficiare delle ultime volontà sarebbero proprio sette neritini che, al momento, sono indagati tra cui padre, figlio e una terza persona nominata dalla 87enne nel suo lascito. Tutti presenti in ospedale nel giorno della raccolta degli ultimi voleri.