Cronaca

«Mio figlio in carrozzina cacciato da un negozio di Alberobello», la denuncia di un padre neretino

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NARDÒ/ALBEROBELLO – Un padre neretino prende carta e penna per informare il sindaco di Alberobello, Michele Longo, della maleducazione e insensibilità manifestata nei confronti del figlio, affetto da tetraparesi spastica. E da qui la sua denuncia su «La Gazzetta del Mezzogiorno»: «Mio figlio in carrozzina cacciato da negozio di Alberobello».

“Gentile signor Sindaco, mi vedo costretto a scriverLe questa lettera.

Il mio nome è (abbiamo deciso di non pubblicarlo per tutelare la privacy del figlio, ndr) e vivo a Nardò. Nella giornata del 25 aprile con la mia famiglia e alcuni amici abbiamo deciso di venire ad Alberobello per trascorrere una bella giornata, lo stupendo paesaggio e il meraviglioso sole facevano pensare che tutto potesse andare per il meglio, fino a quando tutti insieme non abbiamo deciso di fare dei piccoli acquisti per poi ricordare, una volta a casa, della bella giornata trascorsa. Premetto che ho un bellissimo bambino di 7 anni che, affetto da tetraparesi spastica, è costretto ad una sedia a rotelle. Dopo una estenuante e inutile ricerca di un parcheggio per disabili libero, sono riuscito a parcheggiare a diverse centinaia di metri dal centro.

Ci siamo recati presso un negozietto nella zona turistica e proprio li siamo incappati in un commerciante di circa 50 anni dai capelli bianchi e dall'aspetto trasandato di una insensibilità inverosimile che mi ha praticamente VIETATO di entrare nel negozio con la sedia a rotelle perché, a dir suo, gli bloccavo la vendita. Arrabbiati e schifati da tanta insensibilità, maleducazione ed arroganza non abbiamo potuto fare a meno che rinunciare agli acquisti, esprimere i nostri pareri e allontanarci per evitare che la discussione potesse ulteriormente accendersi, con la promessa però che avrei informato il Sindaco dell'accaduto per un formale richiamo al negoziante maleducato.

Voi avete la grande fortuna di vivere prevalentemente di turismo, ma se un disabile deve parcheggiare a centinaia di metri dal centro a causa dell'esiguo numero di parcheggi dedicati e deve incontrare commercianti dai modi a dir poco allucinanti perché si coltiva l'idea che tanto i turisti sono clienti di passaggio e che trattarli bene è sprecato, vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto. Ovviamente non generalizzo, ma ci tenevo a raccontarLe quello che a noi è accaduto, le ho anche allegato un paio di foto per indicarle qual è il negozio di cui parlo.

Lettera firmata”.