Cronaca

Molta preoccupazione per il mare di Gallipoli. Ma il mare può essere "solo" di Gallipoli?

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GALLIPOLI - Inizia a essere un po' imbarazzante questo confronto sul mare "di Gallipoli", "di Nardò" e "di Porto Cesareo". Che poi è lo stesso che si fa intorno alle discariche o agli impianti che sprigionano fumi o emissioni. Ma ci vuol tanto per capire - anche da parte di un consigliere regionale, anzi a maggior ragione da uno come lui - che questi discorsi devono necessariamente passare da una strategia complessiva e da tavoli di confronto che siano più ampi del mero perimetro comunale?

 

Intervento di Salvatore Negro – Presidente Gruppo Udc Regione Puglia

Comunicato stampa del 22 maggio 2013

“Lo scarico delle acque reflue in battigia e i conseguenti divieti di balneazione mettono a rischio la stagione turistica estiva che si è appena aperta per il Comune di Gallipoli. Per tale motivo chiediamo un’audizione urgente nella competente Commissione regionale dei soggetti interessati, Assessorato regionale all’Ambiente, Provincia di Lecce, Comune di Gallipoli, AQP e Consorzi di Bonifica”.

È quanto ha chiesto il presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, in seguito alla decisione del Consiglio di Stato che ha escluso l’obbligo, da parte della Regione, di realizzare la condotta sottomarina per lo scarico in mare delle acque reflue depurate.

“Tale decisione – ha commentato il capogruppo Udc – è non priva di conseguenze immediate e desta forte preoccupazione sia tra gli amministratori di Gallipoli che tra gli operatori turistici che rischiano di vedere compromesse le proprie attività. Le acque reflue, infatti, dovrebbero essere sversate sulla battigia solo dopo un super-affinamento, che al momento non c’è e per il quale ci vorranno tempi lunghiNGHI prima di arrivare alla realizzazione. Ciò comporterà una serie di divieti, tra cui quello di balneazione in uno dei tratti più belli e turisticamente gettonati della costa ionica pugliese, con danni di immagine che potrebbero essere irreversibili per l’intero Salento e la Puglia. Occorre perciò ricercare soluzioni alternative da realizzare in tempi brevi. Per questo invitiamo sin da subito il Governo regionale ad attivarsi alla ricerca di tali possibili soluzioni procedendo con immediatezza alla audizione dei soggetti interessati nella competente Commissione consiliare”.