NARDO' - Gli agenti di polizia municipale si chiedono, e chiedono agli amministratori, che cosa succederà durante la prossima estate.
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale
Comune Di Nardo’
Ai Signori Consiglieri Comunali
Comune Di Nardo’
E P.C. Al Signor Sindaco
Comune Di Nardo’
Al Signor Presidente della III^ Commissione
Personale e Disciplina del Personale - Polizia Urbana ed Amministrativa
Diritti Dei Cittadini Viabilità e Traffico Commissione
Comune Di Nardo’
LETTERA APERTA AL CONSIGLIO COMUNALE.
Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio Comunale, illustrissimi Consiglieri,
abbiamo scelto di scrivere al Consiglio Comunale, all’Istituzione primaria della Città di Nardò, e lo facciamo in rappresentanza della maggior parte dei lavoratori appartenenti al Corpo di Polizia Locale di Nardò, quei lavoratori rimasti inascoltati per diverso tempo, quegli stessi che tutti i giorni cercano di esprimere il loro disagio e la loro necessità di svolgere il proprio lavoro in modo serio e professionale.
Dopo due richieste di convocazione di un tavolo tecnico, rivolte all’Amministrazione Comunale di Nardò poco è accaduto, anzi la nostra richiesta d’incontro è rimasta inevasa caratterizzandosi, solo, come altre situazioni, in una forma di disparità di trattamento rispetto ad altri settori del Comune di Nardò.
Abbiamo la paura e, al contempo, la percezione che l’organizzazione del Corpo di Polizia Locale voglia essere riposta in un cassetto!
La nuova L. R. n.37 del 2011 confermando quanto già stabilito dalla Legge 65/86 attribuendo agli agenti le funzioni di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza e polizia stradale e mantenendo, al contempo le funzioni storiche, inerenti la caccia, la pesca, l’ambiente, i rifiuti ed altro, ha stabilito all’art. 12 c. 2 che “i veicoli in dotazione al personale della polizia locale sono scelti fra i modelli più recenti e muniti delle caratteristiche tecniche più idonee per assolvere adeguatamente i compiti cui sono destinati. Le dimensioni e i dispositivi di sicurezza devono garantire la massima sicurezza del personale che li utilizza.”
Pertanto, la sensazione che si ha è, invece, che la delicatezza e l’importanza delle competenze assegnate al personale del Corpo di Polizia Locale (le quali prevedono oltre ad una adeguata dotazione organica anche e soprattutto un proporzionato equipaggiamento in termini di strumenti e veicoli), sia passata in secondo piano.
Ebbene, il Corpo di Polizia Locale di Nardò sembra lontano anni luce da quel senso di ammodernamento previsto dalla legge.
Laddove la citata legge prevede all’art.6, c.3 che la dotazione organica sia “per i corpi di Polizia Locale, di almeno una unità operativa per ogni settecento abitanti o frazione superiore a quattrocento abitanti, ovvero di almeno una unità per ogni cinquecento abitanti per i comuni capoluogo di provincia o a vocazione turistica...” il Corpo di P.L. di Nardò, a fronte di circa 60 Agenti previsti, attualmente, in servizio, ne ha in tutto 26 di cui n. 1 unità Vice Comandante, nr. 2 unità in servizio presso gli uffici dell’economico finanziario, nr. 2 unità che si occupano di commercio e artigianato, nr. 1 unità distaccata presso la Segreteria del Sindaco, nr. 1 unità che si occupa di polizia Edilizia, nr. 1 unità che si occupa di polizia Giudiziaria, nr. 3 unità tra ufficio oblazioni e ufficio amministrativo (servizi amministrativi interni in divisa previsti dall’art. 23 c.3 del Regolamento del Corpo di Polizia Municipale) nr. 1 unità in servizio piantone.
E’ questa, tra le tante, la nota dolente, proprio la carenza di personale che in questo momento così difficile per il Corpo comporta a volte, nei casi di necessità di servizio, il diniego del riposo settimanale.
Ci chiediamo cosa succederà quest’estate?
A ciò si aggiunge che le dotazioni relative all’autoparco in uso, composto da n. 4 autovetture Punto pubblicizzate, sono ormai vetuste e usurate e, inoltre, anche l’assenza di ricetrasmittenti, (previsione prevista obbligatoriamente dal Regolamento del Corpo di Polizia Municipale all’art. 23 c.2) che in altre realtà comunali della Provincia risultano essere strumenti indispensabili per la comunicazione e la sicurezza degli operatori in servizxio esterno.
Invece il Corpo cosa utilizza per comunicare? I telefonini di servizio con selezione alla chiamata anche per gli operatori.
Gli attuali mezzi di comunicazione in uso, non garantiscono per ovvi problemi di campo, una sufficiente copertura sul territorio. Situazione che vede costretti alcuni agenti, laddove i cellulari risultino usurati, anche a doverli comprare di tasca propria considerata la negata fornitura!
La situazione è aggravata, oltre al resto, dall’assenza di qualsiasi strumento di difesa personale (armi, manette o spray al peperoncino) nello svolgimento dei servizi così come sancito dall’art. 20 della D.M. 145/87 che prevede l’uso di armi per i “ servizi esterni di vigilanza, servizi di vigilanza e protezione della casa comunale ed all’armeria, servizi notturni e di pronto intervento, concetto chiarito anche dal Tribunale di Campobasso (cit.): “La locuzione “servizi esterni di vigilanza” è senz’altro generica ma non può interpretarsi che nel senso di servizi esterni ai locali del Corpo e della Casa Comunalecome sono sicuramente servizi da svolgersi in armi quelli relativi all’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria delineate dall’art. 55 c.p.p., quelli relativi alle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ex art. 3 della L. 65/86 e quelli riguardanti i servizi di polizia stradale indicati dall’art. 11 del Cds.;
Da una prima analisi, sorge un forte dubbio.
La Polizia Locale del Comune di Nardò è “sui generis” rispetto al resto d’Italia? E se, come più volte si ribadisce, che la Polizia Locale è l’immagine della Città, perché non è mai stata oggetto di una programmazione oggettivamente seria nel tempo?
La certezza di questo dubbio ci sorge dalla mancata convocazione del tavolo tecnico richiesto e mai ottenuto. Il tavolo tecnico doveva essere convocato entro il 30/09/2012 come da accordo siglato dal sindaco e dall’assessore in sede di concertazione con le parti sindacali nell’agosto 2012 . (All. nr. 1 e 2)
A questo punto il ruolo di un sindacato qual è?
E’ appunto quello di tutelare i lavoratori cercando in primis una via ragionevolmente pacifica alla soluzione dei problemi prima di intraprendere strade più impegnative.
Ed è per questo, che ci chiediamo come sindacato se non ci rimane altro che vestirci di rosso per attrarre l’attenzione dell’amministrazione comunale ovvero rivolgerci alle sedi competenti per segnalare le carenze dell’Amministrazione Comunale per ottenere il minimo sindacale.
Abbiamo scelto ancora una volta una via ragionevole e pertanto, lo facciamo appellandoci al Consiglio Comunale, organo supremo deliberante in tema di Ordinamento della Polizia Locale e al Prefetto di Lecce per richiedere nel contempo un incontro in Prefettura. (All. n.3)
È tempo di assumerci ogni eventuale responsabilità.
È tempo che ogni istituzione, tra cui anche i sindacati, diano l'avvio ad una seria e responsabile discussione sulle problematiche della Polizia Locale al fine di porre rimedio e dare una risoluzione ai problemi, soprattutto per evitare quel disagio che il Corpo porta con sé, inevitabilmente, con conseguenze sulla qualità del servizio offerto ai cittadini, con conseguenti condizioni di lavoro usuranti e con la profonda delusione di fronte alle richieste disattese.
Non possiamo non constatare che la maggior parte dei servizi esterni sono addossati solo ad una parte degli Agenti e tale disparità di trattamento è causa di notevole stress psico-fisico con forte aumento della probabilità di malattie e infortuni, oltre che notevole disagio familiare.
Siamo consapevoli che non esistono i presupposti affinché la situazione possa migliorare, data l’impossibilità di nuove assunzioni a tempo indeterminato dovuta alle attuali condizioni economiche del Comune di Nardò ma quello che chiediamo, almeno, è che sia assunto il personale provvisorio, considerando il fatto che non si è neanche valutato il possibile trasferimento di personale amministrativo dal comune presso gli uffici amministrativi del Comando al fine di ridurre il carico di lavoro e recuperare in questo modo alcune unità operative. In quest’ottica, invece, il personale amministrativo è stato spostato dal Comando di P.L. presso altri uffici comunali.
Che cosa chiediamo la luna?
No! Chiediamo solo che il lavoro sia svolto con dignità e la conquista di questa dignità la chiediamo all’Istituzione cui è demandato il compito di impartire le direttive, di vigilare sull’espletamento del servizio e il compito di adottare i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti.
Chiediamo solo di essere ascoltati come lavoratori!
Chiediamo che almeno si metta mano a una sorta di miglioramento dei servizi di Polizia Locale e in particolare che la ripartizione dei servizi e dei turni avvenga in modo equo tra tutto il personale in servizio.
Sono problemi che denunciamo dal 2010!
Questa situazione penalizza, oltre che questa categoria di lavoratori e le loro famiglie, anche la qualità del servizio offerto alla cittadinanza e ogni giorno ne siamo testimoni oculari onde poi essere tacciati d’inerzia e di totale assenza sul territorio da parte di alcune testate giornalistiche! (All. n. 4)
Eppure, nonostante ciò, nonostante continui attacchi, rischi, danneggiamenti ai veicoli, attentati, aggressioni subite, la Polizia Locale è sempre costantemente sul campo a prestare responsabilmente il proprio servizio.
Probabilmente il malessere potrà anche essere nascosto come la polvere sotto il tappeto ma alla fine questo tappeto dovrà essere sollevato.
Chiediamo, pertanto, al Consiglio Comunale, di farsi parte attiva in questa fase, al fine di avviare un confronto tra rappresentanze dei lavoratori e Amministrazione Comunale per l’apertura di un tavolo tecnico.
Pertanto, confidando in un responsabile riscontro istituzionale, consapevoli delle possibili rivalse personali e lavorative che seguiranno a questo documento nel denunciare il malessere, porgiamo distinti saluti.
I responsabili Aziendali Uil Fpl del Comune di Nardò