NARDO’/GALATONE - Aumentano gli odori nauseabondi provenienti dalla centrale a biogas, ormai portata quasi a compimento, e non mancano perciò, i disagi per gli industriali di Nardò e Galatone. Il sindaco Livio Nisi, pertanto, ha inviato nei giorni scorsi una segnalazione al corpo forestale che ha ritenuto opportuno mettersi in contatto con il nucleo specializzato Nipaf, inoltrando tutto in Procura.
Si va ingrossando il fascicolo, risalente al 14 aprile scorso, che si trova nelle mani del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone. Al momento è ancora a carico di ignoti e non vi è ipotesi reato. Intanto monta la protesta di «Assoimprese» e «Verde Ambiente e Società» che puntano l’indice «al silenzio della magistratura». «Ci meravigliamo del fatto che la Procura non abbia preso iniziative – aggiungono – E se ci sono delle autorizzazioni, ci chiediamo come siano state date, considerato che la zona in questione è abitata da non pochi nuclei familiari e frequentata, in gran parte della giornata, da tanti lavoratori». Non sono pochi, infatti, gli operai e residenti che hanno avvertito dei malesseri, accertati da medici, a causa di queste sgradevoli esalazioni che derivano, probabilmente da materiali vegetali ammassati sui terreni, in fase di trebbiatura. Il vice presidente di «Assoimprese»,Salvatore Durante, a tal proposito evidenzia quanto sia importante per gli industriali svolgere il proprio lavoro in condizioni ottimali. «Noi non ce l’abbiamo con nessuno – precisa – ma non possiamo rischiare che con l’aumento delle temperature questi odori stomachevoli si facciano sempre più forti, mettendo a rischio la produttività».
E gli ambientalisti, inoltre, si chiedono: «Durante l’estate dobbiamo far evacuare i residenti e i lavoratori dalla zona industriale di Nardò e Galatone?». In segno di protesta poi, i grillini di Galatone hanno affisso nei giorni scorsi uno striscione «Salvaci dal biogas», facendo appello al Santo Patrono, San Sebastiano. Non manca, comunque, l’esortazione al primo cittadino da parte di «Verde Ambiente e Società»: «Se non si muove nulla, incitiamo il sindaco a prendere in mano la situazione, come massima autorità sanitaria, per tutelare tutta la cittadinanza, bloccando questi incresciosi disagi».
Foto di Dario Migliaccio