NARDO'/MODENA - Un 46enne di Nardò, da tempo residente in Emilia, Roberto Carafa, aveva richiesto ed ottenuto ben tre milioni di finanziamenti dallo Stato per la propria attività. Ma invece di creare imprenditoria ed occupazione...
Una verifica, in particolare, sul luogo dove sarebbe dovuto sorgere un opificio, finanziato con quel denaro, ha evidenziato l'avanzamento dei lavori: inesistente, perché a Cutro, in provincia di Crotone dove l'uomo aveva spostato i suoi affari, c'era sì il terreno acquistato con i soldi pubblici ma abbandonato. E senza nemmeno l'ombra di una struttura industriale.
La vicenda è andata avanti per qualche tempo, quello necessario per delineare il solco delle indagini, sino a quando sulle sue tracce sono piombati gli uomini della Guardia di Finanza. Una serie di controlli ha inchiodato l’uomo alle sue responsabilità ed hanno fatto scattare il provvedimento di arresto per bancarotta fraudolenta e malversazione.
L'indagine nei suoi confronti, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Pasquale Mazzei, è stata condotto dall fiamme gialle di Modena e il 46enne è stato arrestato nei giorni scorsi a Gallipoli, dove si era spostato per motivi in corso di accertamento.
L'imprenditore, che in passato ha gestito a Modena locali notturni, tra il 2004 e i 2007 aveva aperto un'impresa che produceva macchinari a San Dalmazio di Serramazzoni, nella provincia modenese. Per questa attività era riuscito ad ottenere il cospicuo finanziamento dal ministero. L'uomo in seguito aveva trasferito l'attività in Calabria, solo sulle carte però, perchè le fiamme gialle in realtà hanno trovato solo un terreno incolto. Le indagini della Procura di Modena sono partite dai controlli del curatore che effettuava verifiche sull'impresa, nel frattempo dichiarata fallita.