NARDO' - Porto Turistico: a condizione che sia "ambientalmente compatibile".
Favorevoli all'idea di uno o due porti turistici (partendo dallo studio di fattibilità redatto dall'Università del Salento) a bassissimo impatto ambientale lungo la “sconfinata” costa neretina, ma contrari a faraonici progetti di strutture come quello illustrato nei giorni scorsi a Palazzo Personè.
Se vogliamo un turismo di qualità sul nostro territorio (che ha tutte le potenzialità per poterlo avere) oltre alla valorizzazione dei siti naturalistici come il parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano, che restano “intoccabili”, dobbiamo assolutamente realizzare le strutture ricettive, stando attenti, però, a non danneggiare quelle che sono le vere attrattive della nostra terra: siti archeologici e naturalistici più unici che rari. Si dovrà fare in modo, inoltre, che le strutture possano essere realizzate da imprese e maestranze locali e non dai "soliti" Megacolonizzatori stranieri, che sul nostro territorio lasciano economicamente solo le briciole e, paesaggisticamente, brutture e distruzione.
Ci chiediamo, infatti, a cosa serva un mega porto se poi la richiesta di posti barca è crollata di quasi il 50%. Questo, senza contare che per realizzare una simile infrastruttura sarebbe necessario modificare il Decreto istitutivo dell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò visto che lo stesso vieta categoricamente tali interventi. Circostanza questa, non affatto scontata visto che chi scrive avendo partecipato a numerosi incontri al Ministero dell'Ambiente in occasione della richiesta di ampliamento dell'Area Marina Protetta, sa bene quanto ciò sia difficile se non impossibile per progetti
così impattanti.
Allora concentriamoci su proposte fattibili e praticabili sotto il profilo della sostenibilità ambientale e non solo, in questo modo siamo certi, Nardò avrà i suoi "posti barca" e lo sviluppo turistico che merita.
Raffaele Onorato
Mino Natalizio