NARDO' - Chi l'avrebbe mai detto: l'opposizione ridotta ai minimi termini trova il modo, grazie ad una maggioranza ormai sfilacciata, di governare la città.
Gestione intelligente del Consiglio da parte dell'opposizione che ottiene di portare in cascina i risultati auspicati alla vigilia. Ecco, in pillole, che cosa accade.
Sergio Vaglio e Andrea Frassanito (Nardò Insieme) e Pierpaolo Losavio (Udc) annunciano al sindaco che se non toglie la delega di assessore a Vincenzo Renna (Sel) loro abbandonano la maggioranza. La richiesta arriva dopo le pesanti accuse del circolo Sel alla maggioranza.
Il sindaco Marcello Risi risponde molto politicamente: "cercate un accordo o sancite un disaccordo in maggioranza". E sa già che una eventuale riunione di maggioranza al massimo potrebbe durare dieci minuti sempre se riuscissero a riunire dieci persone intorno ad un tavolo.
Così i tre abbandonano l'aula seguiti da Totuccio Calabrese (Impegno Civile) il cui gruppo vedeva già l'assenza di Salvatore Antonazzo. Ma è un flop perché in aula resta Francesco Personè (di Impegno civile e già questo la dice lunga sulla unità di vedute di questo gruppo) e la minoranza che ottiene così di discutere della Tares (da diluire in quattro rate per non incidere troppo sulle finanze disastrate dei neritini) e ottiene anche il ritiro dell'approvazione della delibera sul servizio bus nelle marine. La minoranza, sul tema, chiede l'ampliamento del servizio fino a Sant'Isidoro che, di fatto, otterrà.
Morale: se l'Amministrazione fosse andata sotto di certo Risi non si sarebbe dimesso ma la giornata odierna è la prova che nessuno è indispensabile e che il pallino, ancora oggi, è saldamente nelle mani del sindaco che, evidentemente, ha ottimi e occulti collaboratori che "fanno politica" al suo pari. Il Consiglio di oggi è stato "cucinato" in modo tale da essere portato a conclusione nonostante le fibrillazioni e questa "abilità" deve essere tenuta in conto da quanti tentano blitz o operazioni per indurre il sindaco a prendere decisione su un terreno di propria competenza: quello della composizione della giunta.
Restano monolitiche, però, le parole di Sergio Orlando che ha ammonito il sindaco di cercare la quadratura del cerchio perché - sono parole sue - così non si potrà andare avanti a lungo.
Morale: sotto sotto pensiamo che al primo cittadino stia piacendo la vivacità con cui si lavora in Consiglio e in commissioni visto che slanci e idee offerte dalla minoranza (per alcuni versi... progressista) danno quella freschezza che la sua maggioranza, composta da giovani vecchissimi, non è in grado di fornire.
Un suggerimento, invece, al presidente Antonio Tiene e ai consapevoli: è scandaloso vedere, ancora una volta, consiglieri furbi che arrivano in Consiglio, rispondono all'appello e vanno via subito dopo. In questo modo prendono il gettone così come chi, nell'aula, ci rimane per ore. Chiediamo ufficialmente una modifica del regolamento o uno sputtanamento mediatico da parte dei colleghi consiglieri per chi mette in atto queste pratiche meschine.