Cronaca

Città complicata per i ciclisti: occhio al furgone pirata

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NARDO' - Una donna viene colpita in corsa e ad investirla è un furgone “pirata”.

Tutto si verifica a pochi metri dal trafficato incrocio canalizzato tra via Volta, via Aldo Moro e via Martiri di Nassirya. Per i neritini è più facile individuarlo come la strada sulla quale si affaccia il piazzale del Brikò.

Succede intorno alle 8.30 quando una giovane donna di Nardò, 35enne, sta transitando dalla zona in questione a bordo della sua bicicletta, come è adusa fare per sport o passeggiata. All'improvviso, però, come un'ombra compare alle sue spalle un furgone (che la donna ricorderebbe nero, sicuramente scuro) che la urta, la fa cadere rovinosamente sull'asfalto. Poi l'autista, dopo il botto, non ci pensa minimamente a fermarsi per prestare soccorso e si dà alla fuga precipitosa. Sul posto arrivano subito i primi soccorritori che aiutano la donna. Intanto sul posto arrivano gli agenti della polizia municipale di Nardò e anche una pattuglia dei carabinieri e un'ambulanza del 118: i sanitari effettuano i primi trattamenti sul posto e poi la trasportano presso il pronto soccorso dell'ospedale di Copertino. Guarirà in sette giorni ma non ha riportato fratture.

Intanto le divise sul posto tentano una ricostruzione faticosa di quanto è accaduto perché il furgone nero pare davvero essersi volatilizzato e il momento dell'incidente pare essere sfuggito ad ad un disattento passante o potenziale testimone. L'unica speranza per incastrare il pirata è di confidare nelle registrazioni video dei tantissimi esercizi commerciali, anche importanti e forniti di sistemi di sorveglianza, che insistono sulla zona. La donna, del resto, non appena soccorsa pareva colta da un forte stato confusionale e riferiva di non ricordare nulla di quanto accaduto ad esclusione del passaggio “veloce” di questo misterioso furgone scuro.

Diventa sempre più presente, nelle statistiche cittadine degli incidenti, la ricorrenza di sinistri nei quali vengono coinvolti ciclisti e pedoni, sicuramente i più indifesi nella giungla del traffico. Soprattutto in una città dove non esistono le piste ciclabili e i marciapiedi sono violati sistematicamente da parcheggi impropri e interruzioni dovute a scivoli e segnaletica.