Cronaca

Detersivi falsi anche a Nardò? Indagini in corso con *FOTO* esplicativa

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NARDO' - Prodotti contraffatti anche a Nardò? I cittadini si preoccupano, fotografano i prodotti “incriminati” e invocano le forze dell'ordine.

 

bottigliaTutto è accaduto durante la scorsa settimana quando alcuni consumatori si sono recati nel supermercato sotto casa – non si tratta, quindi, di un network della distribuzione nazionale – per la spesa giornaliera. Su uno scaffale, però, parecchi prodotti apparivano evidentemente anomali: alle confezioni era stata strappata via l'etichetta ma il prezzo era sempre quello, del prodotto di marca.

Ad una richiesta al commerciante, la risposta è stata evasiva: si sarebbe trattato di un lotto con le etichette fallate, con degli errori di stampa, così da giustificarne lo strappo.

Ma ci sono altri indizi che hanno scatenato la curiosità degli acquirenti-007: le bottiglie dello stesso prodotto riporterebbero un codice stampato per tutte uguale e, poi, la prova regina, quella della massaia. L'utilizzatrice finale del prodotto, infatti, ha testimoniato che il detersivo in questione non avrebbe la solita performance. Lascerebbe, cioè, dopo il risciacquo una sorta di patina oleosa sulle superfici lavabili. Tanto basta per far scattare l'allarme, fotografare i prodotti, segnalare la situazione alle forze dell'ordine che avrebbero già effettuato i primi sondaggi.

Se sarà un falso allarme, pazienza. Ma è molto recente l'eco della scoperta della Guardia di Finanza, in uno stabilimento ubicato a Melendugno, di una filiera del falso per produrre detersivi per la biancheria e per la pulizia della casa e detergenti per l’igiene intima. I contenitori in plastica, nei vari formati, venivano realizzati in un capannone nella zona di Carpignano Salentino, mentre i tappi di chiusura a San Donaci. Alla fornitura delle etichette contraffatte di marchi - tra i quali Dash, Dixan, Chanteclair, Infasil e Chilly - provvedevano tre tipografie situate nelle province di Cuneo, Bologna e Cosenza; il tutto veniva trasferito presso un altro stabilimento, nella zona industriale di Lecce, per il confezionamento dei prodotti finiti, successivamente distribuiti, a prezzi altamente concorrenziali e con documentazione fiscale falsa, presso acquirenti di fiducia operanti prevalentemente in Puglia, Calabria e Sicilia.