NARDO' - Chiarito il dubbio sul decreto legislativo anticorruzione del 4 maggio scorso. La Civit, commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, si è espressa sull'unica perplessità emersa dopo l'entrata in vigore della nuova norma. In tanti, da Palermo ad Aosta, si sono chiesti: le nuove disposizioni si possono applicare a situazioni attualmente esistenti? PortadiMare.it e Gazzetta del Mezzogiorno hanno seguito fin da subito la complessa vicenda, anche grazie ad una preparatissima gola profonda di Sel, e aggiornato i propri lettori sull'evolversi della questione. Del resto, basta cercare la parola "incompatibilità" nel nostro motore di ricerca (in alto a destra) per rendersene conto.
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>> ULTIMO AGGIORNAMENTO - Scricchiola la doppia poltrona dei presunti incompatibili, i due consiglieri comunali neritini, Sergio Vaglio (consigliere di amministrazione dell'Area marina protetta Nardò-Porto Cesareo) e Pierpaolo Losavio (consigliere di amministrazione del Gruppo azione costiera Jonico-Salentino) e il consigliere provinciale Mino Frasca (presidente della società Sgm).
Oltre alle beghe di natura politica, la loro posizione è finita sotto esame dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo anticorruzione del 4 maggio scorso. La delibera 46 della commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit), presieduta dalla professoressa Romilda Rizzo, chiarisce l'unico dubbio interpretativo delle nuove disposizioni di incompatibilità, ovvero l'applicazione delle disposizioni alle situazioni attualmente esistenti.
Le norme del decreto non incidono sulla validità del preesistente atto di conferimento degli incarichi, mentre ben può la legge sopravvenuta disciplinare ipotesi di incompatibilità tra incarichi e cariche con il conseguente obbligo di eliminare la situazione divenuta contro la legge attraverso una apposita procedura. Gli incarichi presi in esame dalla nuova disciplina sul punto, infatti, comportano l'espletamento di funzioni e poteri che si protraggono nel tempo. Trattandosi di un "rapporto di durata", dunque, il fatto che l'origine dell'incarico si situa in un momento anteriore non può giustificare il perdurare nel tempo di una situazione di contrasto con la norma, seppur sopravvenuta.
"Deve concludersi - si legge nella delibera della Civit -, pertanto, nel senso che la nuova disciplina è di immediata applicazione. Ne deriva che non è in questione l'applicazione del principio della irretroattività della legge, quanto piuttosto l'eventuale differimento dell'efficacia delle norme sulla incompatibilità, che avrebbe richiesto una possibile ma necessariamente espressa previsione da parte del legislatore".
La nomina di consiglieri comunali e provinciali nei consigli di amministrazione di società controllate da enti pubblici rappresenta, nella maggior parte dei casi, il classico sistema di spartizione delle poltrone. L'apparato politico accontenta in questo modo le ambizioni dei singoli rappresentanti politici e delle segreterie di partito. Se verranno confermate le incompatibilità, gli attuali assetti degli enti coinvolti, comune di Nardò e provincia di Lecce, potrebbero subìre scossoni capaci di far saltare i già fragili equilibri politici.
Un bel click QUI per leggere il testo della delibera della commissione Civit che il 24 maggio, giorno successivo alla pubblicazione dell'articolo su Gazzetta del Mezzogiorno, ha ricevuto una richiesta di chiarimenti sulla presunta incompatibilità di un consigliere provinciale della provincia di Lecce.