NARDO' - Dietro la parola "migrante" si nascondono storie di uomini venuti da molto lontano.
Nardò Città DELL'ACCOGLIENZA?
Arriva l'estate e con l'estate la solita ed estenuante storia legata alla migrazione. Come ogni estate ormai da troppi anni la nostra città si ripopola di uomini venuti da molto lontano, i neri, gli uomini che vengono dall'Africa per la raccolta dell'anguria. Un frutto semplice di una terra semplice in una città come Nardò che vanta il merito di essere Città dell'accoglienza.
qualcosa non torna.
Qualcuno crede di far passare anche quest'estate tra comunicati stampa privi di soluzioni atti a mettere cappelli politici o peggio ancora appelli provenienti da più parti politiche che sembrano avere la soluzione tra le mani.
Cari concittadini, Nardò è una città che sonnecchia, è una città che ignora la situazione bordeline di questi esseri umani . Qualche anno fa “ il caso migranti” ha preso parte nel dibattito neritino e alcune soluzioni temporanee d'emergenza erano state trovate, abbiamo assistito a tavoli di esperti , a soluzioni di emergenza proposte dal comune, provincia , regione e alcune parti politiche come Rifondazione comunista e Sel di Nardò e la CGIL hanno fatto del loro meglio per dare soccorso e assistenza ai migranti che versavano in condizioni disumane . Mi era sembrato che le istituzioni avessero deciso di smettere di bypassare il problema e di prendere di petto una situazione al limite della decenza, altro che accoglienza, altro che umanità si diceva allora.. Alcuni lavoratori stagionali avevano trovato accoglienza nella masseria Boncuri gestita da una onlus che si occupava di dare loro servizi igenici, sanitarie e un letto per dormire . Era troppo poco , la masseria non poteva ospitare il numero elevato di stagionali ma un numero risicato ed il resto dove dormivano? dove espletavano le loro esigenze quotidiane ? alloggiavano in b&b a basso costo o in alberghi a 2 stelle? NO nulla di tutto questo stanziavano nelle campagne per terra, i più fortunati nelle tende i meno fortunati su giacigli di cartone.
Gli uomini venuti da molto lontano, non hanno scelto la ridente località neritina per le vacanze estive, sono venuti qui come ormai lo fanno da anni, alcuni di loro ci ritornano da più di 10 anni per il lavoro, per sfamare la loro famiglia lasciata in Africa, hanno lasciato i loro affetti, le loro abitudini e si sono avventurati attraverso le acque del mediterraneo e la loro meta, per chi l'ha raggiunta, è stata il sud Italia , nel nostro caso nardò dove da giugno ad agosto trovano lavoro nei campi della raccolta dell'anguria e del pomodoro. Sono venuti con un sogno nel cassetto, sono arrivati carichi di speranze ed hanno trovato razzismo, sfruttamento ed indifferenza. Non sono venuti per togliere niente a nessuno e nessuno mi convincerà del contrario.
Non possiamo continuare a mettere la testa sotto la sabbia per molto tempo ancora, non possiamo permettercelo , rischieremmo di trovarci con le chiappe scoperte e ancor peggio con la coscienza sporca, sporca di un reato tra i peggiori: l'indifferenza.
A tutti è capitato di vederli in giro per le strade del nostro paese, sopratutto nella zona periferica della città nei pressi del campo sportivo, erano centinaia, giovani, molto giovani , ragazzi alti forti con le spalle larghe, perché a far un lavoro come il loro ci vuole “il fisico”. Qualcuno si è fermato a guardare i loro occhi? Io si, io ci ho letto l'amarezza, il disagio , la sofferenza di essere ultimi tra gli ultimi.. a pochi passi da loro? Il cartello di benvenuto della città con su scritto : Nardò città dell'accoglienza? Un colpo in un occhio e nel cuore a leggere accoglienza e a vedere degli esseri umani morire di fame.
Nel 2013 qualcosa è cambiato, si in peggio, se si va nella stessa zona periferica i migranti non ci sono più e non perché hanno trovato lavoro altrove o perché la coltivazione dell'anguria è cessata anzi , per fortuna l'anguria si coltiva ancora e da quanto mi è dato sapere è anche un'annata buona di raccolto e di qualità . Chi raccoglie le angurie? Dove sono finiti “i migranti”?
I migranti hanno trovato “ alloggio” in una zona ancora più periferica della città “località SCIANNE una zona lontana dal centro abitato, tra Nardò e Copertino. Il compito di trovare questa soluzione “ scandalosa” è del comune di Nardò La nuova area migranti , un parcheggio umano lo definirei, o un girone dell'inferno dantesco per mettere poesia a questa dolorosa spina sociale è a detta del comune una soluzione di emergenza che comunque offre 14 tende , 70 posti letto, 10 bagni chimici e docce. Mi chiedo, ancora di emergenza si deve parlare con un fenomeno presente sul territorio da oltre 20 anni? I nostri amministratori non erano preparati a fare quadrato sulla situazione prima che questa sfociasse in una condizione nella quale è adesso? Non credo nella buona fede dell'amministrazione comunale. Se invece si fosse concentrata su Boncuri dove da anni si era avviato un processo organizzativo di assistenza e accoglienza? Dopo 20 anni portare il campo accoglienza in località Scianne , sempre se di accoglienza vogliamo parlare, è un modo gentile di spostare il problema lontano dall'occhio del popolo e dalle coscienze di altri.
Impariamo a chiamare le cose con il proprio nome : indifferenza.
La ribalta nazionale del caso migranti di Nardò non ci ha insegnato nulla e non ha insegnato nulla a questa amministrazione comunale di Nardò che sulla carta si definisce progressista ma che nella forma è il peggior governo possibile in una situazione in cui l'indifferenza dilaga e la voglia di risolvere per sempre la questione migranti è molto lontana.
Si apra un dibattito serio , si costituisca una commissione , un tavolo di lavoro con esperti e con chi da anni è sul campo in prima fila come il circolo caro giuliani Prc di Nardò , il circolo nove aprile Sel di Nardò, la CGIL e gli esperti della onlus finish terrae che fino ad oggi hanno gestito la masseria boncuri in maniera egregia. VOGLIAMO che Nardò diventi il punto di partenza di quella globalizzazione dell'indifferenza come recentemente ha tenuto a sottolineare Papa Bergoglio a Lampedusa.
Giordano Greco cittadino di Nardò