Cronaca

Niente agibilità per tutti gli ospedali. Solo ora si corre ai ripari

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NARDO' E TERRE EMERSE - Solo ora si scopre, e drammaticamente, che non c'è un ospedale a norma in tutta la provincia? E l'ingegner Francesco Antico, vox clamantis in deserto, che cosa è andato a predicare da oltre due anni a questa parte? Forse che l'unico a norma è quello che è stato chiuso? Applausi, inchino, sipario.

Dovrebbero essere i posti più sicuri (anche e soprattutto in caso di possibili scosse di terremoto), invece pare che non sia così. «Perché - ha denunciato ieri il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Lecce, Daniele De Fabrizio - a tutti gli ospedali salentini manca il certificato di agibilità».

Lo ha denunciato nel corso di una conferenza stampa, convocata per fare il punto sulla battaglia legale ingaggiata e vinta contro la Asl di Lecce sulle procedure per l’adeguamento sismico delle strutture sanitarie della provincia di Lecce. A questo proposito nel 2009 la Asl diede un incarico all’Università del Salento. E contro quell’affidamento senza gara l’Ordine degli Ingegneri ha dato battaglia tramite un ricorso al Tar, presentato dall’avvocato Pietro Quinto e accolto.

La battaglia si è poi spostata al Consiglio di Stato e, proprio nei giorni scorsi, anche i giudici amministrativi di secondo grado hanno dato ragione all’Or - dine degli ingegneri. «Ma la nostra preoccupazione è anche dovuta ai gravi ritardi nel rendere agibili e sicuri gli ospedali nella nostra provincia - ha spiegato il presidente De Fabrizio - Esiste un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri (la numero 3274 del 2003) che prevedeva l’adeguamento delle strutproseguito De Fabrizio - Si è insistito a dare all’Università un incarico professionale al di fuori della legge, quando ci sono 2.800 ingegneri in provincia di Lecce, molto preparati. E ci dispiace che questi ritardi siano dovuti non a problemi economici, ma a procedure non rispettose della legge. E siamo stati costretti a scomodare pure la Corte di giustizia europea, che ci ha dato ragione».

I ritardi accumulati sinora hanno negato l’accesso ai fondi della vecchia programmazione comunitaria (2007-2013), ma è ora il caso di non perdere ulteriore tempo con la nuova programmazione (2014-2020). «Nel Salento siamo baciati dalla fortuna perché rientriamo nella “classe 4”, a bassissimo rischio sismico - ha sottolineato l’avvocato Quinto - Ma, in ogni caso, sono d’accordo con chi dice che non bisogna avere paura dei terremoti, ma di come i fabbricati sono realizzati.

Nelle Marche, ad esempio, li costruiscono secondo i sani criteri. Ora siamo in forte ritardo sui finanziamenti europei, che stanno per finire. E, se non si fanno quanto prima questi accertamenti tecnici e nel modo prescritto dalla legge sulle strutture sanitarie della nostra provincia, da questo punto di vista si rischia di perdere anche l’ultimo treno. E’ una situazione di emergenza che va affrontata con urgenza».