NARDO' - Sorpresa nelle indagini post-rissa di Santa Caterina: alcuni dei sei giovanissimi di San Felice a Cancello, coinvolti nel tentativo di linciaggio da parte di un centinaio di “locali”, sono figli di personaggi di spicco della malavita casertana. Ma c'è anche un "rampollo" illustre tanto che sui giornali campani i giovanissimi vengono sbertucciati dai giornalisti locali.
Uno del gruppo, inoltre, è figlio di un esponente politico di primissimo rilievo della provincia campana e la notizia della bagarre scoppiata nella marina neritina è rimbalzata nella cronaca della zona di provenienza dei sei con molto fragore.
La vicenda dovrebbe far ragionare quanti attaccano briga con i forestieri: uno dei fermati da parte della polizia di Nardò, infatti, è il figlio del pregiudicato arrestato nello scorso novembre assieme ad un'altra dozzina di persone per lo spaccio di droga nel centro della città. In primavera con rito abbrevitao è stato condannato a quasi 8 anni e li sta scontando in carcere. Un altro è il figlio di un boss di camorra, uno dei più noti del Casertano, ucciso diversi anni fa da un suo rivale della zona e mandante della famosa strage di Acerra durante la quale persero la vita diverse persone.
Ma clamore ha destato nella zona di origine la presenza nel gruppetto violento anche del figlio di uno degli uomini politici più in voga della zona, un uomo che ha ricoperto e ricopere tuttora incarichi politici di grande rilievo. Insomma una compagnia composita che non ha esitato ad attaccare briga a Santa Caterina, in via Fumarola, dove un sedicenne di Nardò è stato colpito con calci e pugni fino ed essere trasportato in ospedale con labbro e denti rotti.
Non che fosse un santarellino: figlio di un ex militare, il giovanissimo neritino figura in un'altro episodio analogo, una rissa con intemperanze e resistenza a pubblici ufficiali, verificatosi un anno fa nei pressi della gelateria che si trova sul viale di ingresso alla località costiera.
Ora la situazione appare “fredda” perché gli inquirenti stanno valutando la situazione a bocce ferme dopo aver ascoltato una ventina di protagonisti dell'increscioso episodio che ha visto in tumulto la tranquilla piazzetta di Santa Caterina.
I sei casertani, tutti incensurati e di età tra 18 e vent'anni, sono stati ascoltati ed identificati, così come almeno tre neritini considerati protagonisti o fomentatori del successivo episodio di tentato linciaggio dei sei “ospiti”. Che, per la cronaca, già il giorno dopo avevano lasciato la casa di villeggiatura di Santa Maria al Bagno per tornarsene al paesello loro su formale invito.