Cronaca

Area marina protetta e fognatura a Porto Cesareo: scontro tra Sambati e Natalizio

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NARDO'/PORTO CESAREO - L'Area marina protetta Nardò-Porto Cesareo non smette di creare polemiche a distanza. Eugenio Sambati, ex-presidente del consiglio comunale di Porto Cesareo, ribatte a Mino Natalizio, ex-assessore all'Ambiente del comune di Nardò. Un braccio di ferro tra ex che ha radici profonde, quando i due rivestivano ancora le rispettive cariche istituzionali. Ecco lo scambio di artiglieria.
Eugenio Sambati:
Con riferimento all'articolo di stampa relativo alla questione del mancato ampliamento dell'Area marina protetta di "Porto Cesareo", che a cadenza periodica sembra appassionare così tanto qualche amico neretino, ritengo di dover intervenire, in qualità di ex Presidente del Consiglio Comunale di Porto Cesareo, per precisare e puntualizzare quanto segue.
E' doveroso, innanzi tutto, evidenziare – per amore di verità - che il mancato ampliamento dell'AMP non è il frutto della visione miope e campanilista di qualche ambientalista, trovando, invece, lo stesso le sue ragioni e cause in una istruttoria lacunosa e parziale svolta – negli anni - dal Ministero dell'Ambiente e che il Comune di Porto Cesareo ha provveduto – a suo tempo - a censurare innanzi al Tar Lazio, ove ancora oggi pende il relativo giudizio.
Il Ministero dell'Ambiente, infatti, non ha saputo tenere in debito conto, da un lato, gli interessi socio-economici coinvolti nell'intera vicenda (quali per esempio l'esistenza di darsene, di un forte diportismo, di numerosi stabilimenti balneari, di una considerevole piccola pesca, nonché della pesca sportiva), e, dall'altro, è giunto, addirittura, ad ignorare la volontà contraria all'ampliamento espressa – in maniera formale ed unanime - dall'intero consiglio comunale di Porto Cesareo dell'epoca.
Orbene, da quanto sopra emerge che la questione dell'ampliamento dell' Area Marina Protetta di Porto Cesareo, coinvolgendo interessi socio-economici assai rilevanti di entrambe le popolazioni, non può essere assolutamente ridotta alla condotta di questo o quell'amministratore di turno, come qualcuno vorrebbe far creder, essendo ben altri gli interessi e le problematiche in gioco.
Giunti a questo punto, ritengo doveroso che le migliori forze politiche, sociali, ed economiche delle due comunità interessate, evitando inutili e sterili contrapposizioni, non più tollerabili ed accettabili dalle popolazioni locali, sappiano avviare, con il doveroso ed imprescindibile contributo della Regione Puglia e della Provincia di Lecce, un percorso virtuoso, che riesca a risolvere in maniera definitiva sia la questione dell'ampliamento dell'AMP e sia quella, non meno importante, della realizzazione della rete fognaria di Porto Cesareo, alla cui realizzazione, ormai da anni, il comune di Nardò pervicacemente ed ostinatamente si oppone, così impedendo di fatto la completa sanificazione di un tratto di litorale che, gioco forza, non fosse altro per la vicinanza geografica, li vede ineludibilmente interessati.

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Mino Natalizio
Altro che istruttoria lacunosa, il ricorso al TAR del Lazio contro l'ampliamento dell'Area Marina Protetta al tratto di mare prospiciente il Parco a terra di Portoselvaggio - Palude del Capitano a mio avviso (ma non solo), ė stata l'ultima carta giocata da chi, avendo una visione "particolare" della questione, ha voluto in questo modo bloccare la firma del Ministro dell'Ambiente sul Decreto di ampliamento (purtroppo riuscendoci - sigh! -).
Infatti, grazie proprio ad una istruttoria basata su una relazione scientifica ineccepibile, probabilmente il Ministero dell'Ambiente ha ritenuto di bypassare la volontà contraria all'ampliamento espressa in maniera formale ed unanime dell'intero consiglio comunale di Porto Cesareo, a favore di un allargamento che non può che giovare (in particolare) alla stessa Area Marina Protetta e all'Ambiente (in generale) che è, poi, l'obiettivo principale che un Ambientalista con la "A" maiuscola dovrebbe porsi. Il resto è superabile.
Ma tant'è.
E a proposito di sistema fognario a Porto Cesareo, Sambati non sia campanilista nelle dichiarazioni. I neretini sono ben contenti di collaborare (e lo stanno dimostrando con i fatti suggerendo a Regione e Aqp eventuali soluzioni possibili), affinché Porto Cesareo si doti finalmente di rete fognaria in alternativa al famigerato progetto di collettamento in un unico scarico a mare dei reflui dei due comuni, proposto da regione e Aqp, ormai ritenuto lacunoso anche dai giudici del TAR Lecce. Lui non ci risulta stia facendo altrettanto.