Cronaca

Libera fruizione tout-court o un progetto per salvare Portoselvaggio? Un intervento

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NARDO' - E’ bastata la “celebrazione” di un evento molto atteso e di indubbia qualità, con cornice il Parco Naturale di Portoselvaggio (“Solo”, musica e affini), per scatenare un putiferio sulla “destinazione d’uso” che il Parco dovrà avere e che, ricordiamolo di passaggio, è ritenuta una delle più importanti aree in Europa per interesse idro-geologico-minerale. Può bastare.

Ma cosa è successo perché scattasse l’allarme, suonasse il gong della consapevolezza (che Dio volesse!), che si cominciasse ad aprire gli occhi e, pertanto, cominciare a mettere mano all’agenda del fare? Forse le migliaia di frequentatori che al buio hanno invaso la baia e fatto cornice alla musica che proveniva dal caicco.

Numeri importanti, però senza sicurezza e controllo. E con pericolo (scampato) di incidenti. Davvero, una leggerezza. Qualcuno ha osservato come un minimo di servizio di steward, di accompagnamento, una piccola brochure, avrebbero dato maggior lustro alla manifestazione. Sarà per la prossima volta. Da tutto ciò, in ogni caso, è emersa la domanda: quale dovrà essere il destino di Portoselvaggio, a partire da domani?

Le prese di posizione (tutte legittime) non mancano e tuttavia sempre bisognose di approfondimento. Si snodano sulla linea (chiamiamola di stretta osservanza ambientalista) che predica il rispetto per la natura e giustamente si preoccupa del degrado e quella di chi non va troppo per il sottile e vorrebbe trarre dal parco il massimo profitto, spremendolo come un limone, con vista il versante turistico, incardinato nelle sue sfaccettature.
Alla fine, una libera fruizione tout-court. Non mancano posizioni intermedie. Insomma, il dibattito è appena cominciato e riguarda ormai tutto il Salento (il “caso” Gallipoli, col suo divertimentificio docet).

Che la questione sia poi scoppiata a fine agosto è temporalmente significativo. Vorrà dire che dopo quest’altro scampolo di estate, ci si dovrà impegnare a lavorare sulla materia. Sarà il piano coste e forse qualcos’altro a fissare criteri e parametri compatibili con un corretto rapporto con l’area. Non ci sarà molto da inventare. Basterà guardarsi in giro e mutuare esperienze che hanno raggiunto livelli di eccellenza.
Sarebbe un vero peccato partire col piede sbagliato e a tal proposito qualche perplessità ha generato lo stesso piano di gestione del Parco da parte dell’amministrazione (presentato e ritirato; sarà ripresentato).

Ma crediamo che la virulenza sviluppatasi a seguito dell’evento del 21 agosto, quasi un innesco incendiario, sia dipesa proprio dalla scarsa organizzazione messa in atto e la cosa ha destato forte preoccupazione. A partire da un programma che non ha corrisposto a quanto pure era stato pubblicizzato. Ma, si ripete, quello che ha colpito è stata la mancanza di cura dell’insieme. La cosa migliore si è vista nella baia, bella musica al chiar di luna, col caicco ancorato e cornice suggestiva di spettatori.

In cima, invece, un discreto caos sulla strada principale (il vero banco di prova futuro): auto messe a casaccio (per una volta, moratoria, e nessuna sanzione), nessun servizio di polizia. Percorso accidentato (si sapeva), ma lecito anche immaginare un servizio di ambulanza in rada, avendo previsto una frequentazione così massiccia. Al suo posto o quasi c’era invece un bel furgoncino che vendeva birre a euro 4,50. Prosit.

Luigi Nanni