NARDO' - Incontro riservato, quasi “segreto”, tra il sindaco Marcello Risi e il direttore generale della Asl Valdo Mellone: al centro della vicenda c'è la rimodulazione, ormai assolutamente necessaria del servizio di primo soccorso e di tutto quello che ne è collegato, in primis il servizio di radiologia. Non potenziare il “sistema” del pronto soccorso, infatti, significherà ben presto chiudere tutto privando il territorio di una attività essenziale e che dà sicurezza ai cittadini.
Al momento, infatti, la dinamica è questa: il servizio di radiologia di Nardò, molto efficiente e funzionale, è attivo solo nelle ore del mattino. Così accade che se qualcuno si fa male nel pomeriggio – e non parliamo necessariamente di traumi importanti o fratture – è estremamente probabile che venga dirottato da Nardò verso un altro ospedale anche se è un codice bianco o verde.
Chi si fa male, infatti, preferisce “togliersi il pensiero” anche se ha una semplice distorsione (ma non lo sa ancora...) facendosi una radiografia ma dopo le 13 ciò è praticamente impossibile.
Così, oltre ad essere indirizzati direttamente a Copertino o Gallipoli, anche i singoli pazienti stanno “imparando” col tempo a non rivolgersi più al pronto soccorso di Nardò considerando inutile questa tappa intermedia. E si rivolgono direttamente ai soccorsi delle città vicine.
Qual è la morale? Che gli ospedali vicini, Copertino in primis, vengono congestionati da codici bianchi o verdi (i più semplici da affrontare e risolvere) e che, per regola, devono attendere lo smaltimento dei condici gialli o rossi. Significa che se una persona classificata come “codive” verde sta attendendo il suo turno da tre ore, e nel frattempo arriva un ferito in codice rosso, vedrà slittare il suo turno dopo il caso più grave. Sra succedendo, a causa di questo sistema, che le persone attendano anche quattro o cinque ore per essere visitate mentre, solo grazie ad una “filiera” più efficiente, questi casi più semplici potrebbero essere affrontati e risolti a Nardò.
La richiesta del sindaco è di ampliare i turni della radiologia di Nardò, come era un tempo fino alla sera e alla notte con i reperibili. E' probabile che si arrivi ad un sistema di “tele-radiologia” cioè un servizio a distanza di lettura delle lastre in modo da poter refertare ed intervenire almeno sui casi più lievi. Il rischio è che il punto di primo soccorso di Nardò muoia d'inedia mentre altri scoppino per la troppa attività. Con conseguenze tragiche per il personale sanitario come la cronaca di Casarano – con un medico colpito da infato dopo decine di casi affrontati - ha insegnato in questi giorni.