NARDO' - La questione dei soliti napoletani, che prendono la casa in affitto in cinque e si presentano in quindici (il numero degli abusivi aumenta di giorno in giorno, per non creare allarmismi...) genera una discussione sui social network che ha il suo perché: è facile criticare i napoletani quando anche i salentini sanno la loro, in fatto di furbizia. Come il cacio sui maccheroni ci arriva questa nota dei rappresentanti universitari che svelano un altarino. C'è da riflettere.
Affitti in nero, la nuova service tax rischia di aggravare situazione già drammatica.
Nella giornata di oggi il Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di KRLS Network of Business Ethics ha diffuso i dati di una indagine sugli affitti regolari per studenti universitari. Il dato preoccupante che emerge da questa indagine è quello che ben il 79% degli studenti fuori sede nel 2013 non ha sottoscritto alcun contratto regolare per l’affitto del proprio posto letto.
Un aumento di tre punti percentuali rispetto al 2012, percentuale destinata ad aumentare dopo gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo Letta. Come abbiamo denunciato negli scorsi giorni, l’introduzione della Service Tax comporterà un maggior aggravio nelle tasche degli studenti fuori sede, che, oltre a pagare affitti ben più costosi rispetto a quelli previsti dagli accordi territoriali, dovranno pagare le spese per i servizi di raccolta urbana dei rifiuti e i per i servizi indivisibili.
D’altronde con l’introduzione della Service Tax molti studenti saranno costretti a non sottoscrivere contratti regolari, rinunciando di fatto ai diritti di inquilini, pur di non sostenere ulteriori spese. Da parte dei proprietari degli immobili potrà esserci l’interesse a mantenere contratti in nero per non pagare l’imposizione IRPEF o la cedola secca, risparmiando sulla registrazione del contratto.
Come Link-Coordinamento Universitario rilanciamo il tema del diritto all’abitare nelle città, come diritto non solo degli studenti universitari, ma anche per i giovani precari e le famiglie svantaggiate, già colpiti dalla crisi e che sono gli unici a pagare per le scelte di pericoloso equilibrio del Governo Letta.
Link- Coordinamento Universitario