NARDO' - "Con un poco di ritardo ho sentito il dovere di esprimere una considerazione personale su di un evento mondano, se così si può dire, altrimenti definito “un bel momento culturale” dal suo organizzatore, l’assessore alle politiche comunitarie, per l’ambiente, energia, qualità dell’aria, parchi e aree marine, demanio, servizi ecologici, sport sig. Flavio Maglio, temporaneamente responsabile della gestione del Parco naturale di Portoselvaggio". Ce ne parla un autorevole scrittore, ricercatore e biologo.
L’evento cui mi riferisco, denominato “SOLO”, ha avuto luogo intorno al 21 agosto, dalle ore 18 alle 3 del mattino, proprio nel cuore del parco, esattamente dell’insenatura fra la LEA e la Torre dell’Alto. A chi fosse sfuggito (può documentarsi sui siti di informazione locali) diciamo che si è trattato di una performance musicale offerta da un gruppo di artisti su di un antico veliero attraccato a pochi metri dagli scogli. Sulla terraferma migliaia di persone hanno ascoltato estasiati (dicono) le note musicali in un contesto ambientale reso ancor più suggestivo dall’orario notturno.
Io non c’ero, ma pare sia stato un successo di pubblico. Il povero Maglio, con sua grande sorpresa, è stato assai criticato sia per la scarsa capacità organizzativa, ma soprattutto per la scelta della location in cui ospitare l’evento, finanziato con risorse pubbliche di origine comunitaria. Ho fatto una breve ricerca e non ho trovato pareri (non vincolanti) espressi dalla Consulta per l’ambiente, né dal cosiddetto settore dell’ambientalismo e si deve dare per scontato quello favorevole dell’ufficio Parco del Comune: organizzatore dell’evento e responsabile sono la stessa persona.
Confesso che ho avuto un momento di smarrimento, un senso di solitudine dovuto alla sensazione di emarginazione proveniente da un antico senso ecologico ormai desueto nell’uomo moderno, ma una volta innato, e che per un attimo mi ha attraversato la mente. Passato il flash ho razionalizzato subito, la coscienza di veglia, in breve, mi ha riportato alla realtà di tutti i giorni, con la sua pervasiva logica sconnessa dal mondo naturale, sostituito dalla realtà virtuale e consumistica. Quello che era avvenuto quella notte a Portoselvaggio, musica a parte, nasce da questa logica.
L’assessore organizzatore, che ha definito quelli che hanno espresso un fermo parere contrario “un trio folk di Nardò” (in senso dispregiativo), purtroppo non ha tutti i torti, almeno sotto il profilo della legalità. Altro discorso è la sensibilità verso la Natura, che avrebbe potuto indurre ad evitare la scelta del parco, che nacque con ben altre prospettive. Nonostante tutti paiano padroni della materia, vorremmo dare un breve contributo al chiarimento di alcuni aspetti poco noti.
Con la confusione che c’è in giro non è proprio facile realizzare in concreto l’astruso principio della “ecosostenibilità” degli interventi pubblici sul territorio. E perfino la Regione Puglia, l’Ente legiferante in materia di aree naturali protette, non da esempio di grande chiarezza. Nella fattispecie la domanda è: l’evento musicale “SOLO”, in quella o in altra modalità, era “ecocompatibile” con l’ambiente naturale del parco di Portoselvaggio? L’Ente di gestione ha espresso parere in tal senso?
Ho fatto una veloce indagine e la risposta, legge alla mano, è NI. Vediamo perché.
La modalità con cui la Regione Puglia ha inteso applicare questo delicato principio nella legge di istituzione del parco di Portoselvaggio (L.R. n.6 del 2006) si mantiene sempre sul vago. Nell’articolo 2 (finalità) ci ha messo tutto, in un connubio di “conservazione e recupero di biocenosi”(comma 1a) e “promozione e riqualificazione di attività economiche compatibili.. al fine di migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti” (comma 1h). Fra le cose vietate non figura né la musica, né i permessi d’ingresso di migliaia di persone contemporaneamente. Da questo punto di vista la musica a Portoselvaggio sarebbe perfettamente conforme agli obiettivi del parco in quanto “migliora la qualità della vita delle popolazioni residenti”. Si lascia alla sensibilità del gestore stabilire quali siano le “attività economiche compatibili” ed “attività ricreative sostenibili”. Nel sito del Comune di Nardò figura una locandina del parco di Portoselvaggio, con lo slogan qualunquista “Un parco per tutti”.
Ed infatti nella realtà avviene proprio questo. Portoselvaggio è, di fatto, una zona franca dove è possibile dare sfogo al libero arbitrio di chiunque ne voglia disporre a proprio uso e consumo, in altri termini una specie di bordello può dove accadere di tutto. Tutto l’opposto della funzione educativa, di formazione e ricerca scientifica che ci si auspicava ai tempi della sua istituzione, quando i neretini (alcuni) rinunciarono ad un roseo futuro turistico per creare un parco naturale per darsi una vocazione naturalistica, senza avere ancora, dopo oltre trent’anni, dato concretezza ad una politica di economia turistica “ecocompatibile”, che non sia un no a tutto, ma un si ai modelli compatibili con l’assetto del territorio.
Il caso dell’evento “SOLO” indica un idea confusa di ecocompatibilità. E c’è ancora molto da studiare.
Giampiero Dantoni
IL FOTOALBUM RIGUARDA LA SERATA DI SOLO E LA SUCCESSIVA CONFERENZA STAMPA
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