Cronaca

Alla faccia della sanità pubblica, cari compagni

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NARDO' - Lettera, garbata, "agli amici e compagni" di Sel di Nardò.

 

Non sono d’accordo con quanto detto da Sel in appoggio al sindaco Risi che firma il protocollo sulla trasformazione dell’ospedale di Nardò. Dico questo perché purtroppo ci sono, nel comunicato stampa,  molte inesattezze.

La prima: la giunta regionale, capeggiata dal vostro leader nazionale, ha iniziato fin dal 2005 a tagliare servizi e ridimensionare posti-letto. A tal punto che oggi in Puglia è diventato difficilissimo ottenere un ricovero in Unità Intensiva Cardiologica, in Centri per politraumatizzati, effettuare una visita specialistica in tempi brevi in cardiologia (mia madre dopo un infarto per fare una visita volevano prenotarla a dicembre), fare una Tac o risonanza in tempo per fare diagnosi, prima che nell’attesa si muoia.

Le promesse di difendere una sanità pubblica e per tutti, sono rimaste lettera morta.
In sintesi il centro-sinistra alla regione ha continuato e rilanciato il progetto neo-liberista della destra di affidare l’organizzazione sanitaria in mano ai privati.
Sull’essere poco rispettosi verso questi cinici ed indifferenti amministratori di turno, francamente non me ne frega nulla, quando di mezzo c’è la salute della gente che lavora o ha lavorato per una vita.

Persone in carne ed ossa che ogni giorno si sentono  rispondere, dagli impiegati dei Cup, “la prenoto fra sei mesi o addirittura fra un anno”.

Salvo poi leggere i cartelli affissi, anche al distretto di Nardò, del medico non convenzionato disponibilissimo a visitare, l’anziano o il disoccupato, il giorno dopo nella stessa struttura sanitaria ma, ovviamente, se metti fuori minimo 100 euri.

Alla faccia della sanità pubblica cari compagni di Sel.  
E poi vorrei vedere se mantenere un ospedale a Nardò con 32.000 abitanti (voi dite ogni comune un presidio ospedaliero) significa ancora che è un modo clientelare d’intendere la sanità: l’ospedale a Nardò esisteva da sempre, potenziarlo così come è stato fatto per Copertino, con una struttura inadeguata, si poteva fare.
Del resto Nardò è stato svuotato di proposito,  negli ultimi dieci anni, per irrobustire gli organici proprio verso l’ospedale di Copertino. E questo lo dico per esperienza diretta e credo che pochi possono contestarmelo. 

Ecco perché oggi il Sambiasi, cari amici di Sel, vi potete permettere di dire che il nostro Ospedale era diventato negli ultimi tempi il fantasma di se stesso, perché dirigenti amministrativi e sanitari,  nonché politici, avevano provveduto ad “evacuare” il personale dalla nostra struttura sanitaria da ridurlo un contenitore vuoto.

Adesso, in linguaggio tutto politichese e tecnico lontano dalla realtà, parlate di “adeguare Nardò a nuovi standard ed esigenze per la popolazione”.        

Se un ufficio o un ambulatorio, di questa ASL, chiede un computer di 300 euro per lavorare e non gli viene dato; se il Sert o gli ambulatori specialistici rimangono al caldo torrido per tutta l’estate e non riescono a piazzare un climatizzatore, ma come potete pretendere di istituire 27 specialità ed attivare una UDT, la RSA e la SUAP-GCA “che possano servire una popolazione di 150.000 abitanti?

Ai cittadini di Nardò e paese viciniori l’ardua sentenza.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente