NARDO' - Ha escluso qualsiasi tipo di abusi la bambina di nove anni di Nardò che, secondo quanto denunciato dalla madre, sarebbe stata costretta dal padre a subire violenze da un anziano del luogo, in cambio di 150 euro.
Lo ha riferito ieri mattina, nel corso dell’incidente probatorio che si è svolta nella struttura protetta della Comunità Aurora, davanti al gip Simona Panzera. Un singolo episodio di abusi sessuali viene ipotizzato dalla Procura nei confronti del genitore. Induzione alla prostituzione, maltrattamenti e lesioni sono le ipotesi di reato. Nei confronti dell’anziano, quella di violenza sessuale su minore.
La piccola, davanti alle domande della psicologa, non ha in nessun modo fatto riferimento ad alcuna forma di gioco erotico, come invece aveva raccontato la giovane madre. Anche la donna, nei mesi scorsi, è stata più volte ascoltata dagli inquirenti. Ha raccontato di essere stata maltrattata e picchiata diverse volte dal marito, padre padrone, che l’avrebbe fatta finire anche in ospedale. La donna, nella primavera scorsa, si è rivolta ai carabinieri della stazione di Nardò.
A loro aveva anche detto che la figlioletta, in un’altra occasione, era stata costretta ad assistere ad un suo incontro hard con lo stesso anziano. Incontro sempre organizzato dal marito dietro compenso. La bambina è stata allontanata dal nucleo familiare e tutt’ora è affidata alle cure degli operatori di una struttura protetta. Una storia piena di particolari inquietanti che ha scosso la comunità neretina.
Ieri però, i necessari riscontri non sono stati trovati nelle parole della presunta vittima. Il fascicolo ora tornerà sulla scrivania del magistrato inquirente che deciderà come e se procedere.