Cronaca

Una speranza di lavoro con il turismo: in cinquanta si mettono in pole position

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NARDO' - Il Piano comunale delle coste torna in Giunta per l’approvazione ma subisce un nuovo stop che allunga ancora i tempi di attesa per quanti intendono inventarsi un futuro come imprenditori nell’ambito del turismo.

Il problema riscontrato dagli assessori è stato «singolare»: al Comune sarebbero arrivate già una cinquantina di proposte e progetti per costruire piattaforme sugli scogli, lidi attrezzati ed altri insediamenti balneari. Una situazione che ha indispettito i membri di giunta per la «fuga di notizie» sulle aree dove sarà possibile realizzare qualcosa e che ha indotto tante persone a «portarsi avanti» col lavoro: ma il piano coste non è ancora licenziato e c'è il rischio che tutta questa progettazione non venga presa nemmeno in considerazione.

Così si farà «tabula rasa» di tutto e si ripartirà da zero, non tenendo conto di alcun progetto già presentato. Nei giorni scorsi, intanto, l’assessore Flavio Maglio , i funzionari ed il dirigente del settore Urbanistica hanno portato a termine una full-immersion duranta l’intera giornata. Il piano necessita di importanti revisioni alla luce del Piano paesaggistico e il Comune di Nardò sta tentando velocemente di adeguarsi. Approvarlo entro la fine dell’anno significherebbe dare un senso agli sforzi degli imprenditori che vogliono trovarsi pronti per la prossima estate.

“Sforare” significherebbe vanificare questi sforzi ed esporsi all’esercizio dei poteri sostitutivi della Regione nei confronti di quei Comuni che, entro quattro mesi dalla data di approvazione del Piano regionale delle coste, non abbiano approvato quello comunale. Ad oggi, infatti, trascorsi quasi due anni dall’approvazione del Piano regionale delle coste, risulta che nessun Comune pugliese abbia provveduto all’adozione formale del Piano comunale delle coste. Un ritardo determina l’impossibilità di una gestione integrata della fascia demaniale marittima nelle azioni di recupero, risanamento e rinaturalizzazione. Ecco perché l’amministrazione regionale, in virtù dei poteri sostitutivi conferiti espressamente dalla legge, ha indicato le modalità operative per l’attivazione, nei confronti delle amministrazioni comunali inadempienti, della procedura per l’esercizio dei poteri di sostituzione all’operato delle stesse.

C'è da dire che il nuovo piano paesaggistico ha cambiato alcune carte in tavola ma è notizia di ieri sera che alla Regione si è trovato un accordo per la riadozione del Pptr, che giovedì verrà poi approvata dalla giunta regionale: significa che dal 7 novembre ci saranno trenta giorni per presentare le osservazioni. A quel punto tutto dovrà filare liscio.