NARDÒ - 120 persone senz'acqua da cinque giorni, secondo la denuncia del consigliere Mellone, senza un motivo ben preciso. Ci stupiva il fatto che nessuno avesse preso delle misure in grado di limitare i danni, un paio di autobotti per esempio. Il sindaco Risi, invece, fa sapere che ha "adottato un'ordinanza sindacale urgente con cui ordina il ripristino dell'acqua". Lo stesso primo cittadino sottolinea, tuttavia, la presenza di alcune morosità. "Allo stato -conclude il sindaco- mi assumo la responsabilità delle ripresa della fornitura". A spingere verso la risoluzione del problema anche Oronzo Capoti, consigliere comunale di opposizione.
"Ho provveduto personalmente, stamattina, dopo aver ricevuto la segnalazione telefonica da parte di un residente, giustamente indignato, a inviare un fax per sollecitare un rapido intervento ad Acquedotto Pugliese, Sindaco e Iacp. La stessa comunicazione è stato inviata per conoscenza anche a Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce. La natura dell'interruzione non è chiara. Fatto sta che i cittadini non hanno accesso alla fornitura d'acqua per ottemperare alle più elementari necessità. A dire il vero, il sindaco era stato informato telefonicamente da un residente già nella giornata di venerdì del gravissimo stato in cui versano 60 nuclei familiari. Da allora nessun intervento e nessuna soluzione pare essere stata individuata per i cittadini residenti nei 3 stabili dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Piazza 1° maggio.
Stante la stasi assoluta, ho deciso di prendere carta e penna e scrivere io stesso alle Autorità competenti. Il sindaco è troppo impegnato evidentemente a smaltire le figuracce Congresso Pd e Pantacom".
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante Andare Oltre
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"Sabato mattina - spiega Oronzo Capoti - ho ricevuto la segnalazione da parte di alcuni residenti che vivono nel quartiere 167, in piazza 1° Maggio. Immediatamente ho allertato il sindaco che, dopo un confronto con il prefetto, ha optato per un'ordinanza urgente. Una promessa mantenuta lunedì mattina.
Il problema - spiega Capoti - però rimane. Alcune morosità persistenti non possono danneggiare indistintamente tutti i cittadini. L'Amministrazione deve sollecitare l'Aqp per l'installazione dei contatori di sottrazione. In quel modo, forse, non si verificheranno situazioni di grave emergenza. Toni sensazionalistici e carenza di approfondimento delle questioni servono solo a consolidare posizioni strumentali e demagogiche. E la politica, di fronte a situazioni simili, dovrebbe collaborare in maniera responsabile per raggiungere in tempi brevissimi soluzioni concrete".