Cronaca

La Asl con Nardò? Gioca a fare lo yo-yo

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NARDO' - Lungodegenza? Secondo noi il reparto verrà chiuso molto velocemente. La Rsa che prenderà il suo posto? Secondo noi non ci sono certezze sui tempi di attivazione. Ma adoriamo essere smentiti. Intanto ecco il nostro pezzo di oggi sull'ospedale di Nardò, il link di giugno scorso (con la notizia dell'ordine di servizio con cui si annuncia il raddoppio dei posti letto di Lungodegenza, provvedimento che non si capisce che fine abbia fatto e perché, a questo punto, sia stato fatto), la risposta del sindaco e dell'Amministrazione come non mai fiduciosi nell'operato di Asl e Regione. Speriamo che, almeno una volta, questa fiducia sia ben riposta perché ai neritini non si può più certamente chiedere di avere pazienza.

 

LINK DI GIUGNO

L'Amministrazione comunale pare sia stata precipitosa nel firmare l'accordo con la Regione per l'allestimento del poliambulatorio di Nardò: il braccino corto, infatti, si è manifestato ieri durante l'incontro che si è svolto nell'ex ospedale San Giuseppe Sambiasi tra il sindaco Marcello Risi e il direttore generale Valdo Mellone durante il quale, davanti agli amministratori sbigottiti, il dirigente ha annunciato l'immediata chiusura del reparto di Lungodegenza, l'ultimo rimasto, del quale era stato da poche settimane disposto il raddoppio dei posti letto.

Subito verranno spostati sei postazioni a Copertino e poi si attenderà la solita ondata di influenza invernale, così da non penalizzare fortemente gli anziani e l'utenza. Poi si passerà allo smantellamento definitivo del reparto che avverrà, presumibilmente, in primavera. Forti le obiezioni dell'assessore ai Servizi sociali, Giuseppe Fracella, molto preoccupato per le ripercussioni nei confronti delle famiglie della zona di Nardò ed hinterland, e che ha chiesto una contestuale apertura della promessa Rsa, la residenza sanitaria assistenziale. Ma la storia recente ha insegnato che all'ospedale di Nardò, per ora, si toglie soltanto e non si sa quando si darà.

Il programma delle dismissioni comprende anche lo scandalo della milionaria sala mortuaria, in via di smantellamento e trasferimento, che ora – in previsione della scomparsa di Lungodegenza – non serve più e diventerà sede della cosiddetta “super-rete dei medici di base”. Altra nebulosa.

Infine quello che verrà: un altro anestetista, ora in distacco per 12 ore e successivamente trasferito per garantire le 24 ore continuative al fine di garantire Tac ed esami diagnostici particolari visto che a Nardò c'è una struttura idonea e nuovi macchinari e considerando che a Copertino ormai il settore boccheggia. La copertura piena della diagnostica consentirà di avere un punto di primo soccorso molto efficiente e nel quale accorpare la guardia medica. Con le due ambulanze, una medicalizzata ed una per i trasporti, si potrà iniziare a parlare di una sufficienza del pronto soccorso, come da più parti richiesto.

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“Il destino della lungodegenza del Sambiasi è già scritto nel protocollo di intesa tra Regione Puglia e Comune di Nardò sulla riconversione del Sambiasi”
Nessun annuncio di immediato trasferimento da parte del direttore generale Valdo Mellone che del resto ha toccato, solo marginalmente l’argomento
L’incontro è stato finalizzato alla soluzione di alcune priorità: operatività di un secondo anestesista, disponibilità di una seconda ambulanza in forza al PPI e incremento de servizio di radiologia

“Il destino della lungodegenza del Sambiasi è già scritto nel protocollo di intesa tra Regione Puglia e Comune di Nardò sulla riconversione in struttura territoriale ospitante un Poliambulatorio di III Livello: verrà trasformato in un’ Unità di residenza extra ospedaliera, in forma di RSA, con 24 posti letto, a cui si aggiungerà una unità di "Centro Risvegli" SUAP-GCA per pazienti in Stato Vegetativo Permanente o di Minima Coscienza (fase degli esiti) per 10 posti letto cosi come prevede l’accordo sottoscritto lo scorso.6 settembre .
Nessun annuncio di immediato trasferimento della lungodegenza da parte del direttore generale Valdo Mellone che del resto ha toccato, insieme a tutti noi, solo marginalmente l’argomento, visto che l’incontro è stato finalizzato alla soluzione di alcune priorità: la necessità di dotare subito la struttura di un secondo anestesista, la necessità di riorganizzare e razionalizzare il Punto di primo intervento, e infine quello di potenziare le risorse umane e professionali in forza al servizio di radiologia.“
Così il sindaco Marcello Risi all’indomani dell’incontro con il Direttore generale dell’Asl Valdo Mellone, che si è profilato, di fatto, come il primo tavolo tecnico sull’operatività del protocollo di intesa che ha siglato la trasformazione del vecchio nosocomio in Poliambulatorio di terzo livello.
A due mesi dalla firma del protocollo è stato indispensabile focalizzare lo stato dell’arte della trasformazione e individuare le criticità che ancora sussistono e per le quali la Direzione dell’Asl si è mostrata concretamente fattiva e collaborativa per la soluzione delle problematiche in agenda.
Nessun braccio corto, dunque, tra il Direttore generale dell’Asl Lecce Valdo Mellone, gli amministratori (con il sindaco erano presenti anche l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Fracella, i consiglieri comunali Rocco Luci e Roberto My ed il Consigliere provinciale Giovanni Siciliano) e il direttore del distretto Umberto Caracciolo ma un lunga riunione operativa che ha affrontato sostanzialmente tre grandi questioni:
La necessità di attivare l’operatività di un secondo anestesista che garantisca il servizio anche per le attività dei reparti e degli ambulatori che richiedono assistenza e prestazioni di anestesia e rianimazione (vedi tac con mezzo di contrasto, prestazioni del9’ambulatorio di allergologia pediatrica- servizio di terapia del dolore);
L’esigenza di aver a disposizione una seconda ambulanza non medicalizzata a servizio di un Punto di primo intervento che vedrà a partire da questo fine settimana, riunti in unica struttura logistica, i medici, in tutto 12, dei servizi di 118, guardia medica e PPI;
Infine, l’urgenza di raddoppiare l’operatività del servizio di radiologia, che ora opera per sole sei ore al giorno, e di qui la conseguente richiesta di un maggior fabbisogno di tecnici.
Entro le prossime 48 ore la direzione dell’Asl adotterà e comunicherà le determinazioni che riterrà di dover accogliere.