Cronaca

TRE VIDEO DEL MALTEMPO - Solo per i fan di portadiMare

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NARDO' & PORTO CESAREO - Li tenevamo da parte certi che la notizia avesse già esaurito il suo "corso". Invece no, c'è ancora grande interesse anche perché in pochi hanno sottovalutato l'allarme lanciato dalla portella del cuore ben 24 ore prima del nubifragio ed ora vogliono scoprire meglio come funziona il sistema degli "alert" pubblicati su PdM. Al proposito vi annunciamo che stiamo lavorando per voi e perché la popolazione, in futuro, sia sempre più predisposta a recepire le segnalazione dei probabili e possibili disagi causati dal maltempo. In questo lancio tre video particolari: il "fiume" di Porto Cesareo, l'imperdibile ritorno a casa di due camionisti, le ombre della notte che calano su Nardò (a mezzogiorno!) e le riparazioni al Posto di blocco

 Una tromba d’aria, forse due. Le prime notizie del passaggio giungono da Santa Caterina intorno alle 13, segno evidente che il ciclone arriva dal mare o da Gallipoli: i residenti parlano di dieci minuti di terrore puro. Asserragliati in casa vedono il cielo che diventa nero come la pece, i lampioni stradali si accendono in automatico mentre si scatena l’inferno. Poi il passaggio nella periferia di Nardò: zona Cenate, poi Posto di Blocco, infine entra verso contrada Impestati e esce nuovamente sulla Nardò-Pagani dove pare concludere il ciclo della distruzione.

Ma c’è un altro epicentro del fenomeno temporalesco di ieri, consumatosi tra venti fortissimi e devastanti e grandine con chicchi da mezzo centimetro, ed è nella zona industriale ai limiti della statale 101. Qui un camion telonato di una ditta di Galatone si piega sulla strada (il conducente ne esce incolume) e viene recuperato con una gru. Inoltre sono decine gli ulivi, alcuni dei quali poderosi, che vengono letteralmente sradicati e poggiati - quasi delicatamente - qualche metro più avanti. Terza zona a rischio della città, quella che vede sempre il danno «a consuntivo», è quella della Vora delle Colucce, la fenditura naturale che inghiotte le acque piovane raccolte dal canale Asso.

L’area si allaga a perdita d’occhio e interrompe qualsiasi comunicazione con Leverano mentre sul tragitto cadono almeno una decina d’alberi. È stato un vero miracolo che nessuno si sia fatto male. Eppure i rischi - e tanti - sono stati corsi in diversi frangenti.

La situazione più scabrosa si è verificata sulla Nardò-Pagani dove almeno una decina di pini molto alti sono precipitati nei campi immediatamente adiacenti alla carreggiata. In due casi c’è stato lo «sconfinamento » sulla strada e a dieci metri dal Posto di Blocco l’a l b e ro ha portato con sé due pali della corrente elettrica con i cavi che finiscono per intero sul marciapiede e sull’asfalto. Le auto li scansano e non si verifica alcun inconveniente. Altro grosso rischio in contrada Impestati (ora via San Gregorio) dove due anziani a bordo di una utilitaria gialla si sono visto precipitare sulla carrozzeria della vettura un albero in caduta libera. Sono rimasti lì finché non sono arrivati i soccorsi.

Tanta paura anche nei pressi del piazzale del Brikò e tratto di via Aldo Moro dove è volato di tutto: mattonelle, pezzi di tabelloni pubbicitari, sedie, transenne, insegne. In una salumeria di via D’Orlan - do è letteralmente «esplosa» una vetrina mentre all’interno c’erano gli avventori. Uno dei proprietari è stato ferito al capo da una scheggia. Infranti, inoltre, i cristalli di alcune automobili parcheggiate nei pressi del semaforo probabilmente da oggetti scagliati ad una velocità impressionante. Il vento ha anche demolito un muro di conci di tufo.

In via Napoli tanti gli alberi danneggiati sia nel perimetro del Seminario che nei pressi di via Roma dove, nel giardino di un’abitazione, è caduto un grande albero la cui chioma ha invaso la strada.

Molti i danni anche alle abitazioni. In via Incoronata sono volati per aria gazebo e coperture. In zona Pagani il vortice è entrato in una villa - l’ha praticamente attraversata - ed ha divelto porte interne distruggendo oggetti e suppellettili. Con un po’ di attenzione sarebbe addirittura possibile disegnare il percorso del vento: in contrada Torre Mozza, sempre tra Nardò e il Posto di blocco, sono stati divelti alcuni pini e scagliati contro il muro di cinta di una abitazione mentre tra le Cenate vecchie e nuove non si contano i pini secolari abbattuti dalla forza delle intemperie.
Solo nel parco della vetusta villa Taverna sono stati schiantati sette pini secolari, un olivo e quattro cipressi. Paura per i bambini delle scuole: in piazza Umberto il vortice ha scagliato pietrisco e grandine contro l’edificio. Caos assoluto nei minuti successivi quando centinaia di genitori si sono riversati per strada nel tentativo di raggiungere gli istituti scolastici. È stata un’ora di assoluta follia.

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