NARDO' - Indagini concluse per il presunto "testamento farlocco": ci sono sette indagati. Si tratta del notaio e dei suoi assistenti-testimoni, di due imprenditori (padre e figlio), un ragazzo di trent'anni fratello di un giovane avvocato e un medico, all'epoca dei fatti in servizio nell'ospedale di Nardò. I reati, al momento solo ipotizzati, spaziano dalla circonvenzione di incapace, falso ideologico e concorso in falso alla calunnia.
Già nei mesi scorsi, ricordiamo, il sostituto procuratore Emilio Arnesano aveva posto sotto sequestro il testamento finito al centro di una serrata battaglia legale. L'iniziativa è partita dal fratello dell'87enne, deceduta il 17 giugno del 2012, che si è sentito danneggiato e "tradito" dalle ultime volontà della sorella estinta.
La donna, infatti, avrebbe lasciato a due individui gran parte della sua proprietà immobiliare e finanziaria. Si tratterebbe, secondo indiscrezioni, di un patrimonio milionario. Il fratello, dopo aver preso visione del testamento, si è definito "sconcertato e sbigottito" per l'incredibile e amara sorpresa. Immediata è partita la denuncia ai carabinieri della stazione di Nardò che hanno avviato meticolose indagini con una vasta raccolta di informazioni tra cartelle cliniche e atti notarili.
Il testamento risulta redatto il 13 giugno, quattro giorni prima della morte dell'anziana. Le condizioni di salute di quest'ultima erano pessime e, secondo alcuni medici, era affetta da deterioramento cognitivo. Dopo un ricovero a Tricase, in un reparto di riabilitazione funzionale del "Panico", la novantenne, nel giugno 2012, è stata trasferita a Nardò: prima in Geriatria e poi in Lungodegenza dove le è stata diagnosticata una depressione geriatrica che l'ha presto portata al decesso. In questo periodo la donna ha ricevuto la visita del notaio al quale avrebbe dettato il suo testamento presumibilmente senza essere in grado di firmarlo. L'atto rogato dal notaio insieme ad altre attestazioni di medici e professionisti sono finiti ben presto sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Lecce.
A difendere il fratello che ha impugnato il testamento ci sono gli avvocati Adele Cavallo ed Ezio Maria Tarantino. Gli imprenditori neritini sono difesi dall'avvocato Aldo Manca mentre il notaio è difeso dall'avvocato Franco Orlando. Nei prossimi giorni sarà fissata la data per l'udienza preliminare.
Annalisa Quaranta