NARDO' - La Consulta dell’ambiente, del territorio e della viabilità del Comune di Nardò ha prodotto nel mese di ottobre il parere, di propria competenza, sul progetto dell’AQP sulla gestione dei reflui del Comune di Porto Cesareo e Nardò.
Il motivato parere è stato supportato da autorevoli studi, tra i quali una specifica relazione geologica sull’interramento della condotta terrestre nel sito di interesse comunitario “Palude del Capitano”, tutte le relazioni sono parte integrante del parere. In data 11 ottobre u.s.il parere è stato protocollato al Comune di Nardò nonché inviato tramite posta elettronica certificata la Presidente della Giunta regionale. All’Assessore regionale all’assetto del territorio, al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Giunta Provinciale di Lecce. La sera dello stesso 11 ottobre una delegazione della Consulta ha avuto un breve incontro con l’assessore regionale prof.ssa Barbanente su questo tema contestualmente consegnando all’assessore un cd-rom con il dossier preparato e spedito via pec.
La Consulta ha ribadito l’inadeguatezza tecnica e l’elevato impatto ambientale del progetto dell’AQP che prevede una condotta terrestre di circa 7 km per il collettamento dei reflui di Porto Cesareo allo scarico di Nardò e il prolungamento dello stesso mediante una condotta sottomarina di poco più di 1 km. In particolare sono stati messe in evidenza le seguenti criticità:
1) l’estrema fragilità geologica di buona parte del territorio che dovrebbe essere attraversato dalla condotta terrestre di collettamento dei reflui fognari di Porto Cesareo fino al depuratore di Nardò;
2) la mancanza di fognatura nelle maggioranza del tessuto edificato a Porto Cesareo;
3) il grave errore commesso dallo sversare in mare acqua dolce, indipendentemente dal grado di depurazione, che è una aberrazione ecologica insostenibile;
4) la scarsa tenuta delle condotte sottomarine che inevitabilmente risultano gravemente lesionate dall’azione meccanica del mare come esperienza di numerosi impianti del genere, insegnano.
Il documento della consulta sostiene con forza la necessaria pratica dell’affinamento, attraverso apposita tecnologia già esistente, che possa portare la riutilizzo delle acque depurate per usi irrigui e/o industriali e civili secondi e terzi. Il territorio di Porto Cesareo, pertanto, dovrà dotarsi di un appropriato sistema fognario con depuratore e solo successivamente si potrà affrontare il problema della gestione dei reflui finemente depurati.