Cronaca

Molti punti sono ancora da chiarire. La difesa: «Rapporto sessuale consumato per volontà di entrambi»

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NARDO' - Cinque anni e mezzo di carcere per violenza sessuale sulla dipendente non ancora 17enne sono stati inflitti ad un 51enne di Nardò, proprietario di un bar a Leverano.

La sentenza è stata emessa dalla prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce su richiesta del sostituto procuratore Paola Guglielmi. L’episodio risale al 18 giugno del 2009, quando l’imputato fu arrestato dai carabinieri, allertati dalla madre della presunta vittima. La ragazza lavorava nel locale.
E proprio lì, nella cucina del bar, si sarebbe svegliata quella mattina di giugno. La sera prima aveva festeggiato il compleanno del proprietario. Insieme, imputato e presunta vittima, avevano bevuto superalcolici.

Di quella notte la ragazza ricordava di aver perso i sensi e di essersi risvegliata senza i pantaloni mentre l’uomo, all’epoca dei fatti 47enne, le aveva messo le mani addosso.
La mattina successiva la 16enne avrebbe così telefonato ad un’amica in lacrime per raccontarle tutto. Subito dopo avrebbe contattato la madre e, insieme, si sarebbero recate in caserma per denunciare l’accaduto. I militari così arrestarono il 51enne che, dopo l’inter rogatorio di convalida, fu scarcerato dal gip. Fu il barista a parlare di un rapporto sessuale completo consumato, però, per volontà di entrambi.

La sua versione evidentemente non ha convinto i giudici, che lo hanno condannato anche al pagamento di 30mila euro di risarcimento dei danni procurati alla presunta vittima costituitasi parte civile nel processo. Restano molti nodi irrisolti evidenziati dalla difesa che saranno sicuramente chiariti in appello. Il ricorso è stato già preannunciato.