Cronaca

Mancato introito Imu: dallo Stato 779mila euro per Nardò

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A Lecce arriveranno tre milioni e mezzo di euro, a Nardò 779mila euro, a Gallipoli 458mila euro, a Galatina 435, a Copertino 347, a Casarano 273, a Maglie 265, a Tricase 239, a Ugento 210, a Squinzano 192, a Campi salentina 180, a Trepuzzi 155, a Carmiano 153, a Surbo 145, a Veglie 141.

 

L'ottimo Davide Stasi ricostruisce la consistenza dei trasferimenti ai Comuni salentini. Ecco parte del resoconto pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

Oltre undici milioni di euro. A tanto ammonta il rimborso da parte dello Stato destinato ai Comuni salentini per il mancato introito dell’Imu sulla prima casa. Con il decreto legge 133 del 30 novembre scorso, il Governo Letta ha abolito la seconda rata dell’imposta municipale, introdotta dal Governo Monti (con il decreto legge 201 del 6 dicembre 2011).

Non si paga, dunque, per le abitazioni principali, i terreni agricoli condotti da coltivati diretti e i fabbricati rurali. Il mancato gettito dovuto dai proprietari è stato compensato con lo stanziamento di ben due miliardi 164 milioni di euro, di cui due miliardi 77 milioni per i municipi delle Regioni a statuto ordinario, della Sicilia e della Sardegna; i restanti 87 milioni sono riservati ai Comuni delle regioni del Friuli- Venezia Giulia, della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Una buona fetta di queste risorse, pari ad un miliardo 729 milioni, sarà accreditata dal Ministero dell’Interno entro venerdì 20 dicembre.

A Lecce arriveranno tre milioni e mezzo di euro, a Nardò 779, a Gallipoli 458 milioni, a Galatina 435, a Copertino 347, a Casarano 273, a Maglie 265, a Tricase 239, a Ugento 210, a Squinzano 192, a Campi salentina 180, a Trepuzzi 155, a Carmiano 153, a Surbo 145, a Veglie 141. Gli altri importi sono riportati nella tabella a lato. Si tratta della metà dell’im - posta complessiva, determinata applicando l’aliquota e la detrazione (pari a 200 euro) previste dalle norme statali.

L’eventuale differenza tra l’ammontare dovuto e quanto rimborsato dallo Stato dovrà essere versata dai contribuenti, nella misura del 40 per cento, entro il 16 gennaio prossimo.
Questo vale solo per quei contribuenti che risiedono in uno dei sette Comuni del Salento che, nel corso del 2012 o del 2013, hanno deliberato l’incremento delle aliquote rispetto al parametro di base, fissato al 4 per mille.

Si tratta, in particolare, di Andrano (aliquota al 5,5 per mille), Calimera (5,5), Casarano (6), Cursi (5), Martano (5,5), Muro leccese (5) e Veglie (5,6).
L’elenco potrebbe però allungarsi ancora, perché i Comuni hanno tempo fino al 9 dicembre per pubblicare le relative delibere e renderle efficaci per l’anno in corso. Intanto, il Governo sta cercando le risorse aggiuntive necessarie per evitare anche la mini-Imu. Oltre agli impegni assunti dai politici, si vuole evitare il pagamento di gennaio per una serie di ragioni tecniche. A partire dai complessi calcoli per stabilire l’importo esatto della mini- Imu.

I contribuenti devono infatti conteggiare due imposte: quella da pagare in base alle aliquote deliberate dal proprio Comune e quella in base all’aliquota di base (4 per mille). Bisogna calcolare, poi, la differenza tra le due su cui pagare il 40 per cento. Va ricordato, inoltre, che valgono le regole generali del Fisco: sotto i 12 euro, i versamenti vengono azzerati.

Di più: i Comuni possono decidere soglie superiori di esenzione e, dal primo luglio del 2012, non è possibile inviare cartelle ai contribuenti che siano debitori di una somma inferiore a trenta euro. Quest’ultima soglia è stata introdotta con l’articolo 3, comma 10 del Decreto fiscale del Governo Monti. Certo è che regna la confusione.