Si assottiglia l’esercito dei furbetti che truffano l’Inps. La Guardia di Finanza, di recente, ne ha scoperti altri sette. Casi a Sannicola, Lecce, Nardò, Gallipoli, Lizzanello.
Si tratta di una falsa cieca A.M., di Lecce e di altre sei persone che per anni hanno continuato a riscuotere la pensione di parenti morti. Ora devono fare i conti con la giustizia. Tutti hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. E, in alcuni casi è già stata fissata l’udienza preliminare. Il prossimo 17 dicembre, davanti al gup Cinzia Vergine comparirà la falsa cieca: è accusata di aver percepito quasi 200mila euro senza averne diritto.
E l’Inps, attraverso i suoi legali, è pronta a costituirsi parte civile per ottenere anche un risarcimento. C’è l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, invece, per T.C., 45 anni, di Sannicola. Per nove anni, dal 16 ottobre 2003 al 26 gennaio scorso, ha continuato a riscuotere la pensione della suocera. La donna, infatti, era delegata al ritiro dell’assegno mensile, ma dopo la morte dell’anziana ha continuato ad incassare le somme, guarandosi bene dall’avvisare l’Inps o le Poste del disguido.
L’anomalia è stata riscontrata dalla Finanza. C’è stata un’indagine svolta dai militari della Compagnia di Gallipoli che hanno messo in luce l’indebita percezione della pensione. Le 108 mensilità riscosse hanno garantito un profitto che si aggira sui 55mila 391 euro. L’avviso di conclusione delle indagini preliminare, firmato dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, è stato notificato anche ai difensori della donna, gli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna.
Ci sono poi altri quattro casi per i quali il gup Vincenzo Brancato dovrà pronunciarsi il prossimo 9 gennaio sulla richiesta di rinvio a giudizio. Casi singoli, non sono legati fra di loro se non perché ripropongono lo stesso cliché di truffa: intascavano le pensioni del caro estinto. In ballo, complessivamente ci sono circa centomila euro. Rischiano il processo M.M., 71 anni di Merine di Lizzanello; O.M., 74 anni, di Gallipoli, P.C., 55 anni, e A.M., di 72, entrambi di Lecce.
La truffa è stata scoperta al termine di accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza sulla scorta delle segnalazioni fatte dalla Direzione provinciale dell’Inps che, incrociando i dati, aveva rilevato che nonostante la morte del beneficiario alcune pensioni risultavano ancora essere erogate. I quattro sono difesi dagli avvocati Stefano Maggio, Andrea Starace, Massimo Cavuoto e Gianluca Serio. L’Inps con l’avvocato Giuseppe Maggio è pronta a costituirsi parte civile.
L’avviso di conclusione è stato notificato anche a A.M., originaria di Nardò, di 70 anni. Anche nei suoi confronti si contesta la truffa ai danni dell’Inps. Nel 2012 sono state 615 le persone denunciate in tutta Italia dall’Istituto di previdenza sociale per aver riscosso indebitamente la pensione di parenti deceduti da tempo.