NARDÒ - L'assessore Flavio Maglio non lascia, dopo le critiche per la gestione della fontana del Toro in piazza Salandra, anzi raddoppia: ieri pomeriggio è stato effettuato il sopralluogo alla fontana a forma di stella marina in piazza Diaz.
Quella a cui i neritini di ogni età sono legatissimi. Il delegato del sindaco Risi ha effettuato una discesa nella “pancia” della struttura inaugurata nel 1960 e che è stata vanto della città e delle sue cartoline del passato.
L'ultimo restauro, infatti, nel 1999 ha prodotto più danni che benefici: le tesserine del mosaico che compongono le rampe del monumento si sono tutte staccate perché applicate con una colla scadente e senza la rete sottostante che tiene insieme l'intero disegno. Un problema anche nel vano pompe che si è allagato più volte e non può garantire a lungo la funzionalità del ricircolo e dei giochi d'acqua che davano alla struttura – non particolarmente bella – la sua caratteristica principale.
Ma i due tecnici incaricati informalmente di dare uno sguardo alla fontana si sono resi conto che anche la vasca di contenimento dell'acqua non è più a tenuta stagna, probabilmente sempre a causa dei lavori non effettuati a regola d'arte, e che bisognerà lavorare anche su quella.
Insomma, il proposito di Maglio di donare nuovamente alla città il suo poderoso “spruzzo” e i giochi di luce rischia di essere rimandano “sine die” ma l'assessore non dispera: dalla sua c'è l'amore per la città e la competenza di un ingegnere il cui nome resta segreto ma che è legatissimo a Nardò per motivi affettivi.
Il tecnico ha lavorato in Medio Oriente su alcune fontane monumentali per conto di facoltosi committenti ed ha acquisito una conoscenza del settore che potrebbe consentire di effettuare le opere necessarie con poco dispendio di risorse.
Insomma, se son fiori... spruzzeranno.




