NARDO' - Una firma (falsa) di troppo mette nei guai un trentenne di Brindisi. Si tratta di , J.M., 31enne che lavora in una ditta a servizio di una grossa compagnia telefonica. A sporgere querela contro il giovane telefonista è stato un avvocato di Nardò.
I fatti risalgono al 2009. Nel marzo di quell'anno, il professionista ricevette la telefonata del brindisino. Il compito di quest'ultimo era quello di procacciare nuovi contratti telefonici. Contattato l'avvocato, gli aveva proposto una soluzione "vantaggiosa" per l'utenza telefonica del suo studio professionale.
Le condizioni snocciolate per telefono dall'abile venditore avevano incontrato la soddisfazione del giovane neritino tanto che il 31enne aveva proposto di applicare la stessa promozione ad altre persone di sua conoscenza, a cominciare dai suoi genitori. I familiari dell'avvocato, però, non hanno aderito alla proposta rifiutando le offerte commerciali dell'operatore. Sembrava tutto finito ma dopo qualche mese, proprio i genitori del professionista sono stati ri-contattati da un secondo operatore per la conferma della proposta di contratto. Secondo la ricostruzione del quarantenne neritino, determinato a scoprire la realtà dei fatti, J.M. aveva falsificato la sua firma per il contratto destinato ai suoi genitori.
Immediata la querela e la nomina di un legale di fiducia, l'avvocato Ezio Maria Tarantino. Il 31enne di Brindisi, invece, era difeso da Stanislao Massari. Il telefonista, con l'accusa di falso in scrittura privata è stato condannato a sei mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni.
Annalisa Quaranta