NARDO' - Con un anodino comunicato stampa l’amministrazione comunale di Nardò annuncia di aver avuto un finanziamento di 147mila euro per avviare la raccolta differenziata nel centro storico della città. Lo scritto diffuso agli organi di informazione si dilunga nella descrizione di tipologie e metrature dei contenitori da utilizzare e sui codici a barre, addirittura serigrafati.
Con questa burocratica prosa l’attuale amministrazione della Città cerca di apporre una foglia di fico sulla fallimentare politica ambientale in generale e sui rifiuti in particolare, che persegue.
Se crede in questo modo di mascherare il fatto che non riesce a monitorare la situazione di Castellino mentre in tutto il Salento si dà la caccia ai depositi clandestini di rifiuti nocivi e pericolosi (a Manduria si trivella fino a 60 metri di profondità), Risi sbaglia di grosso.
Se crede in questo modo di nascondere le percentuali risibili di differenziazione Risi ha fatto male i suoi conti.
Se credono così di nascondere l’incapacità di ristrutturare un inefficiente servizio “sperimentale” di raccolta differenziata ereditato e mai cambiato,Risi e i suoi si illudono.
Non bastano qualche centinaio di contenitori e qualche codice a barre “serigrafato” a raggiungere risultati come quello di Galatone (che in 5 mesi ha risparmiato, a favore dei cittadini, 400mila euro) o come quello di Galatina (che in due mesi e mezzo è già al 32% di differenziata).
E la mancanza di qualsiasi accenno alla differenziazione dell’umido annuncia già i presagi del fiasco essendo inutili le compostiere “fai da te” a smaltire la frazione umida dei rifiuti che da sola rappresenta il 40% circa dell’intera produzione dei rifiuti.
I cittadini attendono impazienti di conoscere l’analitica composizione dei costi della gestione dei rifiuti, con la precisa indicazioni delle somme utilizzate per sversare l’immondizia tal quale nelle discariche, le quote di ammortamento dei mezzi utilizzati per il servizio nel territorio del Comune, gli incassi relativi alla vendita delle materie prime recuperate come carta, metalli e plastica. Ed ancora attendono di sapere quali sono i costi del personale ed in particolare di tutta la girandola di assunzioni a tempo determinato che ingenera il sospetto di uso clientelare dei fondi dei cittadini. Sono i cittadini ad pagare, per intero, i costi del servizio e hanno, quindi, il diritto di sapere tutto e anche di scegliere chi deve, e a che condizioni, svolgere il servizio.
E non basterà il fumoso contenuto di un comunicato ad impedire l’applicazione della eco-tassa regionale per essere molto lontani dalle percentuali fissate di differenziata che significherà nuovi esborsi per la popolazione di Nardò.
Come non basterà la lapidaria frase finale della comunicazione della giunta a tapparci la bocca. Noi non abbiamo nessuna mira a spartire i fondi della campagna comunicativa: che si trovino pure qualche associazione di comodo con cui fingere di sensibilizzare la popolazione. Non ha proprio nessun titolo questa amministrazione a giudicare quali siano le associazioni “che hanno già evidenziato maggiore partecipazione alle problematiche ambientali”.
Sono loro, amministratori, ad essere incapaci di una qualche attenzione in campo ambientale.
Associazione ambientalista FARE VERDE –
Gruppo locale di Nardo’
Il Responsabile
Graziano De Tuglie