Cronaca

Come Totò, tentano di vendere la... fontana di Trevi. Con *FOTO*

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NARDÒ - Due neritini, noti alle cronache, tentano di vendere suppellettili in una casa non loro. Facevano i ricettatori, insomma, direttamente nella casa del derubato.

Arresto calab debende webIeri pomeriggio, un cittadino neretino, mentre usciva da un bar del centro, veniva avvicinato da un giovane poi identificato per Antonio De Benedittis, nato a Nardò nel ’71, che gli proponeva la vendita di un televisore, per la somma di cento euro. L’uomo, non interessato direttamente all’acquisto, riferiva che invece l’affare poteva interessare ad un suo amico, pertanto, il De Benedittis, forniva il proprio numero di telefono per l’eventuale trattativa.

Effettivamente la persona interessata all’acquisto si faceva sentire e fissava un appuntamento per visionare il televisore di grosse dimensioni.

L’acquirente giunto nell’appartamento in questione chiedeva al De Benedittis se fosse suo perché, strana circostanza, ne era stato proprietario e da poco lo aveva venduto ad un suo parente al momento fuori città. A questo punto il De Benedittis, imbarazzato, riferiva di essere ospite di un amico. Non convinto della risposta, allontanandosi con un pretesto, l’acquirente telefonava al legittimo proprietario il quale, con non poca meraviglia, chiariva di non aver prestato a nessuno casa sua.

Sospettando che il truffatore stesse cercando di vendere abusivamente gli oggetti della casa, chiedeva l’intervento di una volante del Commissariato di Nardò

Il furbo ladro, non accortosi dell’arrivo della volante, veniva colto in flagranza di reato, ancora all’interno dell’appartamento non suo. A causa dell’assenza del proprietario, non si aveva modo di accertare se altri beni della casa fossero stati venduti o asportati, anche se telefonicamente il proprietario riferiva di alcuni elettrodomestici che in casa non c’erano.

Nel frattempo, gli agenti intervenuti si accorgevano che nel giardino, nascosto sotto un albero, vi era un uomo, poi identificato per Giuseppe Calabrese, anche lui nato a Nardò nel ’71, il quale non forniva alcuna giustificazione della sua presenza.

I due venivano tratti in arresto per il reato di furto in concorso. A carico del Calabrese anche il reato di violazione degli obblighi della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Nardò.

Dopo le formalità di rito i due malfattori sono stati tradotti presso la casa Circondariale di Lecce giusta disposizione del P.M. dott. ssa Mignone.