NARDO' - Le telecamere interne lo incastrano. E il derubato lo perdona.
Piccolo dramma in un locale di via Roma, cartina di tornasole dei tempi tristi che si stanno vivendo: un anziano si appropria del portafogli di un artigiano e non lo restituisce finché non viene inchiodato dall’evidenza dei fatti.
Poi spiega: «Faccio molta fatica ad arrivare alla fine del mese e non mi è parso vero di aver trovato tutto quel denaro». Succede in un pubblico locale, ieri mattina, nel quale alcuni avventori stanno consumando il caffè. Un uomo si ferma al bancone - è un noto impiantista della città - e nell’atto di pagare tira fuori il portafogli e lo poggia di lato per poi dimenticarlo lì.
Trascorrono alcuni minuti e l’uomo ritorna trafelato chiedendo al barista se lo ha visto, dove è caduto. Ricorda bene di essere entrato con il denaro perché, successivamente, ha pagato la consumazione, ma rientrato in macchina si è accorto di non averlo più addosso. Il barista cade dalle nuvole ma ha una soluzione a portata di mano: il sistema di registrazione a circuito chiuso. Così i due si mettono a visionare le immagini ed arrivano immediatamente al momento dell’ingresso dell’uomo nel bar, poi a quello del caffè e, infine, al suo avvicinamento alla cassa. I minuti successivi sono una vera sorpresa: nelle immagini si vede nitidamente che un anziano agguanta il portafogli e se lo mette in tasca per poi dileguarsi. E’ fatta: basterà rintracciarlo per farglielo restituire.
Ma i minuti successivi sono un vero calvario perché l’anziano nega fino a giurare: «Non sono stato io». E lo ripete ad oltranza ma si deve arrendere davanti alla prova regina e cioè la registrazione video che obbligherebbe il proprietario del denaro a sporgere una denuncia dalle conseguenze imprevedibili.
L’anziano cede e confessa: è stato lui ma spinto dalla disperazione. Ciò non lo giustifica per il brutto gesto commesso ma spiega che tutto quel denaro, sia pur ottenuto in maniera illecita, lo avrebbe aiutato a sbarcare il lunario. Dice di non riuscire più ad arrivare a fine mese e che il costo della vita lo sta soffocando e che si è sentito quasi autorizzato dagli eventi ad accettare quell'inatteso “colpo di fortuna”. Morale: l’artigiano - rasserenato per aver recuperato denaro e documenti - non lo denuncia ma lo perdona e gli augura pure tempi migliori.