NARDO' - Ma che fine ha fatto il “barista antigay”?
Rossano Paladino – questo il suo nome – diventò famoso, diciamo così, dopo una furibonda lite con l'allora vicesindaco Marcello Risi e per un successivo servizio andato in onda sulla Rai.
Noi lo abbiamo incontrato in città in occasione del suo ritorno a Nardò.
Tante le novità di cui ci parla: dai suoi progetti artistici per il futuro fino ai "consigli" per Marcello Risi che, nel frattempo, è diventato sindaco della città.
Appresso, infatti, Paladino ha un cellulare con le foto "indecenti" della sua Nardò da riportarsi in Belgio. In coda all'articolo troverete anche il link al suo sito personale che soddisferà più di qualche curiosità.
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Anni fa, nel 2006, l'uomo espose nel suo bar in zona 167 un cartello con il quale rendeva noto a tutti che nel suo locale erano preferiti gli eterosessuali. Apriti cielo: arrivò persino la Rai per riprendere l'assesore alla Cultura Risi che cercava il famoso cartello con su scritto “vietato l'accesso ai gay” per poterlo strappare.
Dopo quella indigestione mediatica e le polemiche che ne sono derivate – era il 2006 – Paladino ha lasciato la sua Nardò e si è trasferito in Belgio per intraprendere una nuova carriera. Anche se la poetica, ecco, verte sempre sugli stessi temi: è tornato a fare il cantautore, come gli succedeva negli anni settanta ed ottanta, ed ottiene anche un certo successo tra gli italiani lì residenti.
I titoli del suo ultimo cd, intitolato “Dolci melodie”, rivelano che Paladino non si è pentito ma è diventato più ironico: “Di professione macho” è la seconda traccia ma poi spiccano “Cerco una donna da sposare” e il manifesto del Paladino-pensiero, “Non sono bello, non sono gay” che resta, in ogni caso, un pezzo emblematico ma non autobiografico.
Paladino, infatti, ripercorrendo la vicenda umana di tante persone di talento sottolinea come, oggigiorno, il personaggio dev'essere di preferenza bello o gay per sfondare, ottenere il successo e salire agli onori delle cronache. Il suo secondo impegno è meno internazionale: ha scritto un testo teatrale e satirico in vernacolo, “Lu Mpèratore”.
“Spero di trovare una compagnia neritina che voglia interpretare questo testo e portarlo in scena - dice lui – perché Nardò è sempre nel mio cuore”. E se il vicesindaco di allora, oggi primo cittadino, avesse digerito quei dissapori tanto da farsi promotore della “prima” neritina dello spettacolo teatrale?
Vedremo: intanto Paladino si gode la vetrina europea sul suo sito bilingue che trovate QUI.