Cronaca

L'inquinante non ha confini. Di Vittorio Marras

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NARDO' - Inquinamento, inquinante, termini incomprensibili ai più e sono proprio i più a fare la differenza visto che quando si parla di mobilitarsi, manifestare, difendersi da chi gioca sulla nostra pelle c’è chi preferisce barricarsi dentro le mura domestiche pensando di impedire al diavolo di penetrare.

L’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, ciò che utilizziamo per la nostra alimentazione e perfino il mare dove andiamo a fare i nostri salutari e rinfrescanti bagni sono elementi che convivono con noi umani dalla notte dei tempi, sono il nostro sostentamento per cui meritevoli “credo”di esse difesi a tutti i costi.

-          chi da decenni si è “impegnato” al rispetto dell’ambiente, ne ha viste e sentite di cotte e di crude ottenendo dalle azioni intraprese quelle soddisfazioni di cui tutti ne abbiamo tratto dei benefici.

-          Certo le delusioni non sono mancate legate per lo più alla superficialità ,di chi preposto istituzionalmente, ad affrontano le tematiche di salvaguardia ambientale ha lasciato ampi spazi a soggetti senza scrupoli e abbandonandosi esso stesso ad illazioni sconfortanti che non screditano certo gli ambientalisti neritini conosciuti e riconosciuti a livello internazionale; in questo caso”non tutte le illazioni vengono per nuocere” ci confermano di che “pasta” sono fatti certi “preposti”.

-          Quindi onore e merito alle associazioni ambientaliste, ai singoli ambientalisti, ai cittadini che hanno a cuore l’ambiente e che da decenni si battono per il territorio.  

Perché l’inquinante non ha confini:

Taranto, Cerano, Chernobyl, ci insegnano che le correnti d’aria spingono gli inquinanti al di là di ogni nostra immaginazione; l’aria non ha confini.

L’acqua che beviamo o che utilizziamo per irrigare i nostri ortaggi ecc. ecc. proviene in massima parte dalla falda e l’acqua di falda, cioè l’acqua che scorre nel sottosuolo non ha confini, prova ne sia che circa 14 anni fa da analisi fatte in alcuni pozzi di Nardò dal C.N.R. fu isolato il virus della poliomielite, della salmonella, dell’epatite; virus trasportati dall’acqua proveniente da chissà dove che trasportata dal Torrente Asso va ad alimentare la falda attraverso una serie di piccoli recettori sino al finale e più importante la “voragine delle Colucce” in agro di Nardò.

Il mare, quello definito da Folco Quilici il sesto continente, fonte di ricchezza, soffre; soffre per ciò che in esso l’uomo pensa di occultare e soffriamo pure noi per gli effetti che subiamo sulla nostra pelle e che apparentemente sembra essere solo l’unico problema; anche il mare non ha confini.

Non ha confine neanche la discarica di Castellino, come non avrà confini la cava in contrada Vignali nel feudo di Galatone, sito scelto per lo stoccaggio dell’amianto.

L’unico confine, al momento, sembra essere quello dell’uomo, quel Sapiens sapiens che si è dotato di paraocchi alla stessa stregua del povero e innocente asino

In tutto questo una certezza c’è: noi adulti, irresponsabili, corrotti e superficiali stiamo preparando un’altra strage di innocenti.

vittorio marras