NARDO' - Mettere in difficoltà i malati oncologici, e costringerli a firmare una petizione, rappresenta una delle più cocenti sconfitte per la sanità regionale.
Una lettera firmata da una decina di persone descrive il disagio di chiede un sacrosanto diritto e non trova dirigenti che li ascoltano. "Siamo costretti ad effettuare periodicamente visite di controllo ed esami strumentali – dicono – tra cui quelli radiologici come la mammografia. Nonostante da anni nell'ex ospedale esista la strumentazione necessaria, il responsabile del servizio di radiologia ha sospeso le agende di prenotazione in quanto, a suo dire, il macchinario in questione non sarebbe affidabile".
E già questo pare un problema: se non è affidabile si sostituisce. Ma la questione è un'altra: "a noi - continuano i firmatari – risulta, però, che il tecnico incaricato di controllare il corretto funzionamento dello strumento non abbia rilevato anomalie nel suo funzionamento. Per questo motivo il direttore del Distretto di Nardò, ben tre settimane fa, avrebbe chiesto al competente responsabile del Dipartimento la riapertura delle agende di prenotazione per tornare ad effettuare questo importante esame". Insomma, le persone attendono risposte e, in ogni caso, sul questo ipotizzato rimpallo di responsabilità c'è spazio per una immediata inchiesta interna alla Asl: l'apparecchiatura è buona oppure no?
"Le nostre richieste risultano inevase – dicono le signore – e ci chiediamo che fine abbiano fatto le tante promesse politiche ad ogni livello e cioè che, una volta chiuso l'ospedale sarebbero stati potenziati altri servizi sanitari per evitare ai cittadini inutili e costose trasferte presso altre strutture sanitarie". C'è necessità, insomma, che ancora una volta la politica neritina alzi la voce e batta i pugni sui tavoli della Regione.