NARDO'/PORTO CESAREO - Quattro giovanissimi, due neritini e due cesarini, fermati dai carabinieri con l'auto del papà piena di cavi. Ecco le immagini.
Arresti e doppia accusa per quattro ladri di rame. Non solo, infatti, rispondono di aver rimesso trecento metri di cavi della rete telefonica, ma sono accusati anche di interruzione di pubblico servizio.
Ai domiciliari si sono ritrovati alcuni giorni fa i fratelli Angelo e Mimmo Palma, di 22 e di 19 anni, di Porto Cesareo; Davide Bruno, 24, e Angelo Arcati, di 20, entrambi di Nardò.
L'operazione è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Porto Cesareo. I militari, l'altra sera, erano impegnati in un servizio di prevenzione dei furti nelle residenze estive quando, vicino alla spiaggia «Lido degli Angeli» hanno notato due auto. La presenza delle vetture, vicino ai tralicci della Telecom, è apparsa alquanto sospetta. I carabinieri, però, sono riusciti ad annotare colore e modello dell'auto: una Audi 80 nera.
E non è stato difficile risalire ai due occupanti, legati da un rapporto di amicizia ai fratelli. L'Audi 80 è intestata al papà di Davide Bruno. E quando si sono presentati in casa, i militari hanno trovato anche Arcati. Nell'auto c'era pure la refurtiva. Il materiale è stato sequestrato: all'interno delle due vetture sono stati ritrovati 300 metri di cavi di rame dalla sezione variabile tra i 32 e i 40 mm.
Dell'esito dell'operazione è stato informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore Emilio Arnesano che ha disposto gli arresti domiciliari per i quattro giovani e il sequestro del rame e delle due vetture.