
NARDO' - Nel periodo compreso tra il 22 febbraio e il 4 marzo, a Nardò venivano consumate quattro rapine ad altrettanti esercizi commerciali che, già solo per le modalità d'esecuzione, lasciavano fin da subito intendere che potessero essere state tutte realizzate dai medesimi autori.
Gli episodi delittuosi, infatti, avvenivano in tutti e quattro i casi ad opera di due soggetti travisati e di media statura, di cui uno armato di pistola e l'altro munito di un sacchetto utilizzato per riporre il denaro sottratto dalle casse.
In particolare si constatava che in occasione di ognuna delle rapine, il soggetto armato teneva immobilizzata la vittima puntandole costantemente la pistola al collo e consentendo così al complice di asportare l'incasso. In tre delle quattro rapine, veniva altresì documentata la fuga a bordo di un ciclomotore parcheggiato nelle strade adiacenti a quella dell'esercizio commerciale assaltato.
L'attività info-investigativa svolta dai carabinieri della locale Stazione nei giorni immediatamente successivi, consentiva di individuarne gli autori in tre giovani incensurati neretini, ovvero PERRONE Jacopo, PRANZO Luca e COLAZZO Mattia.
Le responsabilità di costoro in ordine agli episodi delittuosi in argomento trovavano poi oggettivo riscontro a seguito delle perquisizioni cui venivano sottoposti e che consentivano di rinvenire e sequestrare capi d'abbigliamento, caschi e motocicli che risultavano i medesimi utilizzati in occasione delle rapine e permettevano quindi di collocare con certezza gli indagati sui luoghi di consumazione delle stesse. Tali corrispondenze emergevano sia dagli ascolti delle vittime e delle persone che avevano assistito alle fasi di consumazione, sia dalla visione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali.
La descrizione dei mezzi utilizzati per la fuga, risultati poi essere di proprietà di uno degli arrestati e la corrispondenza dei capi d'abbigliamento, dei caschi utilizzati, e dall'attribuzione degli stessi a carico dei tre, ha permesso al PM Paola Guglielmi di avvalorare il prezioso lavoro di ricostruzione degli episodi con la richiesta della custodia cautelare in carcere, accolta dal GIP Cinzia Vergine.
Si ricorderà che i tre erano stati già sottoposti a fermo di PG nell'immediatezza dei fatti riferiti all'ultima rapina e che erano stati scarcerati per un vizio di forma nell'assunzione delle dichiarazioni con le quali gli stessi autori si attribuivano la paternità delle rapine. Quest'oggi si è giunti allo stesso risultato ma con la soddisfazione di aver già fornito un importante quadro probatorio che lega le responsabilità di ciascuno di essi ad elementi solidi e concreti.
I tre sono stati associati alla Casa Circondariale di Lecce.