NARDO' - Nel 2007 Alvise Miccoli commette una rapina che finisce nel sangue. Dopo il colpo nella tabaccheria all'angolo di via Roma con via Papalisi, infatti, il giovane esplode un colpo con il suo fucile caricato a pallettoni. E colpisce al ginocchio una giovane seduta in macchina. Da allora è in carcere.
«Erba» e «fumo», nonostante l'insolito «nascondiglio», non sono sfuggiti al fiuto di Pepe, uno dei cani antidroga della Polizia penitenziaria. E così il 30enne Alvise Miccoli nativo di Campi Salentina, ma residente da tempo a Nardò, dovrà scontare una ulteriore pena perchè arrestato, in flagranza di reato, per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giovane (una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine che sta scontando a Trani una pena per aver ferito, il 18 gennaio 2007, una ragazza durante una turbolenta rapina), infatti, ieri era di rientro da un permesso premio. All'ing resso del carcere di Trani, però, si è imbattuto in un controllo antidroga predisposto dagli uomini del reparto di polizia penitenziaria di Trani (ai comandi del commissariato capo Vincenzo Paccione), coadiuvati dal sostituto commissario Michele Casamassima, dall'ispettore capo Antonio Cardinale e dalle unità cinofili della stessa polizia penitenzaria.
Come detto, è stato proprio il fiuto del cane Pepe ad incastrare il 30enne che pensava di introdurre, indisturbato, droga nel carcere. Singolare il «nascondiglio» che aveva escogitato per eludere i controlli.
Miccoli aveva occultato oltre 25 grammi tra hashish e marijuana in due profilattici che, opportunamente chiusi al'estremità e cosparsi con della polvere di caffè (per cercare di sfuggire al fiuto dei cani antidroga), erano stati nascosti nelle parti intime (il deretano).
La scoperta ha fatto scattare immediatamente l'arresto. Le indagini degli uomini della Polizia penitenziaria, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Marcello Catalano proseguono per accertare la provenienza della droga e, soprattutto, a chi fosse diretta.