NARDO' - Nella commissione sul piano del commercio la maggioranza dimostra di non avere la stessa visione del futuro di questo paese. Anni fa la precedente Amm.ne decise di salvaguardare l'investimento di riqualificazione della piazzetta di S. Caterina, assicurando il decoro all'interno dell'area pedonale con la delocalizzazione di un camion per la vendita di panini, patatine fritte e bibite, incomprensibilmente autorizzato (seppur temporaneamente) dall'allora dirigente del settore, a sostare nel cuore di detta area.
Ebbene oggi molti dei consiglieri di maggioranza si appiattiscono sulle posizioni della minoranza e condividono il ritorno nell'area pedonale di S. Caterina (che invece grazie all'intraprendenza e all'impegno di giovani imprenditori si sta dotando di strutture sempre più all'insegna di un turismo di qualità), di un camion con neon colorati e fumi di frittura, che degrada l'area e penalizza l'immagine della nostra marina, vanificando gli sforzi continui di promozione turistica del nostro territorio.
Ed infatti è proprio l'assessore al Turismo Maurizio Leuzzi a risentirsi e ad intervenire: "Sono allibito. Ho fatto presente in commissione che l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato consente all'Amm.ne di impedire il ritorno dell'ambulante a posto fisso in Via Cantù, attraverso un provvedimento adeguatamente motivato dalla necessità per l'Amm.ne di tenere libere le aree particolarmente sensibili, quali quelle pedonali, da ambulanti a posto fisso con mezzi particolarmente ingombranti, nonché indecorosi e inadeguati rispetto al turismo di qualità che si intende promuovere.
Ma nonostante ciò, tranne il consigliere MY di "Partecipa" che ha da subito sostenuto il mio punto di vista, gli altri consiglieri di maggioranza sono rimasti insensibili a tali argomenti. Vuol dire che quei consiglieri che voteranno in Consiglio per il ritorno del "paninaro" in Via Cantù, dovranno spiegare il perché di questa scelta ai cittadini, ai turisti e agli imprenditori che in quel sito hanno investito, come ad es. il titolare dell'ultimo esercizio aperto proprio lì di fronte, e che ironia della sorte si chiama "Belvedere".