
NARDO’/LECCE/LONDRA - Tre fratelli e un cuore che batte a ritmo di pizzica. Gianluca, Rocco e Ivan D’Aversa non sono ballerini, ma i giovani proprietari e gestori di un delizioso ristorante e di una sfizioseria gastronomica, due angoli del Salento incastonati nel Regno Unito.
Basta varcare la soglia di questi luoghi per immergersi nella spumeggiante atmosfera salentina. «La Pizzica Restaurant» è ubicato in un quartiere, alquanto lussuoso, nel sud ovest di Londra sulla Fulham Road. L’ospitalità regna sovrana e la «mission» dei fratelli D’Aversa, pertanto, è proprio quella di far sentire a casa tutti, salentini e non. Perché «La Pizzica Restaurant» stuzzica il palato non solo degli italiani, che conoscono bene la genuinità dei loro prodotti tipici, ma anche degli stranieri.
«Tutto ha avuto inizio dieci anni fa, il 4 novembre del 2004, quando ho deciso subito dopo la laurea in Economia del Turismo di trasferirmi a Londra per imparare l’inglese». Queste le parole di Gianluca che mentre racconta la sua storia, sorseggia un bicchiere di «Negroamaro» e con un certo luccichio negli occhi fa riaffiorare ricordi che non dimenticherà mai, perché impressi nella sua mente. «La sensazione inziale, ovviamente è stata lo spaesamento in una realtà così grande e cosmopolita, - spiega - e io mi sono immerso nel mondo della ristorazione perché non sono un tipo d’ufficio». Dopo aver lavorato alcuni anni come cameriere presso altri locali, la svolta avviene nel 2009 quando un amico lancia una proposta: «Scià bititi ca è ngraziatu lu postu». Un locale sfitto che ha dato spazio a «La Pizzica Deli» (da Delicatessen), e per far decollare questa bottega, erano necessari ben 30mila pounds, che corrispondono ad oltre 36mila euro. Il contributo «provvidenziale» arrivò da zio Pasquale al quale hanno dedicato una pizza in segno di riconoscimento. Tale somma, pertanto, ha permesso ai ragazzi D’Aversa di far crescere la bottega perché «noi non avevamo una lira, anzi un penny». E all’inizio non è stato di facile, come racconta Gianluca che si ripeteva più volte «chi me l’ha fatto fare», facendo anche un bizzarro appello al Santo Patrono di Lecce: «Sant’Oronzo pensaci tu». Pian piano hanno ingranato la marcia, preparando catering universitari, aperitivi e anche un matrimonio in «countryside», all’aperto. Tra il novembre e dicembre del 2012 i tre fratelli, sognano di avere un altro posto più grande, un vero e proprio ristorante. Così è stato. «Abbiamo trovato un annuncio per rilevare un ristorante italiano, sempre sulla Fulham Road a 500 metri dalla Delicatessen, e il 19 agosto dello scorso anno, abbiamo iniziato l’avventura della Pizzica Restaurant».
Tra il ristorante e la bottega enogastronomica sono sempre abbastanza impegnati: dal 23 aprile è partita nel ristorante una rassegna di musica Jazz, mentre nella sfizioseria c’è in programma un concerto di pizzica. Ma non finisce qui. Il trio leccese ha un progetto più ambizioso: «Vogliamo allestire il primo festival della pizzica a Londra, magari in un Parco, dove poter ballare, e degustare prodotti tipici, continuando far conoscere le nostre radici». Radici robuste che, nonostante migliaia e migliaia di chilometri di distanza non si sono mai spezzate.
«Ciciri e tria» serviti sulle tavole della regina
I fratelli D’Aversa si fanno ambasciatori del Salento portando a tavola, tutti giorni, piatti tipici del tacco dello stivale: «Ciciri e tria, sagne ncannulate, paccheri con melanzane e frutti di mare, orecchiette alle cime di rapa, cavatelli fagioli e cozze». E fa un certo effetto sentir pronunciare in versione inglese, i nostri «frittini, come fraittini» e «purpette, come piurpet». Il tutto condito da un’atmosfera morbida e calda, anche abbastanza romantica con una rosa rossa posizionata su ogni tavolo. Ad allietare la cena o il pranzo, c’è la musica salentina: la pizzica, la colonna portante di quest’attività.
Non mancano anche le canzoni del mitico gruppo salentino i «Negramaro» che, ovviamente, si prestano bene all’ambiente. La provenienza geografica della clientela, però, è abbastanza variegata e non manca il loro giudizio a «cinque stelle». Su Google, Jane Moss scrive così: «Just the best Italian Restaurant outside Italy. Amazing food, welcoming and friendly staff. You can believe you are on your holidays in Italy. We just love it. È proprio il migliore ristorante italiano fuori dall’Italia. Fantastico cibo, caloroso e amichevole lo staff. Puoi credere di essere in vacanza in Italia. Noi lo amiamo». Ed ancora, su Tripadvisor, si possono leggere una cascata di recensioni, i cui titoli vanno dall’«Eccezionale» a «Oh Puglia, Puglia mia» da «Come essere a casa» a «Londra coccolati come in famiglia». Tutti questi «feedback», ovvero commenti, non possono che suscitare una grande emozione nei tre proprietari, in particolare per Gianluca, l’anima di quest’attività che ha richiamato a sé gli altri due fratelli.
Tutti insieme hanno mirato alla «contaminatio» come dicevano i latini, una fusione di stili in linea con il «modus operandi» degli inglesi che sanno coniugare la tradizione con il progresso. La ricercatezza nell’arredamento, pertanto, si avvale di continui richiami alla terra baciata del sole, mitigati con sprazzi di modernità. L’insegna del locale, ad esempio raffigura l’immancabile sole del Salento ed è in pietra leccese; le sedie sono impagliate ed hanno i colori della bandiera italiana; gli antipasti sono serviti nei piatti in terracotta, e una parte del muro è realizzata con mattoni a faccia vista. Nel complesso però, lo stile del ristorante non è folkloristico in quanto si alleggerisce con complementi d’arredo moderni. Tutto questo, ovviamente, pizzica la curiosità che merita di lasciar spazio alla realtà, andando a visitare e degustare i piatti de «La Pizzica Restaurant».

