Cronaca

A Nardò arriva il nuovo mammografo. E l'ex ospedale diviene Polo territoriale per la prevenzione del tumore al seno

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NARDÒ - L'Assessorato alla Sanità della Regione Puglia ha già stanziato le risorse per l'acquisto del nuovo mammografo, in seguito all'avaria di quello precedentemente utilizzato.

"Nelle scorse settimane", dice Salvatore Capone, parlamentare pd del Salento e componente della Commissione Salute e Affari sociali della Camera, "insieme alla Sottosegretaria Teresa Bellanova, al presidente del Consiglio comunale di Nardò Antonio Tiene e al consigliere provinciale Giovanni Siciliano avevamo sollecitato la Regione Puglia e l'Assessorato Sanità in questa direzione, e la risposta non si è fatta attendere.
Una risposta che accoglie la domanda territoriale, e che individua peraltro in Nardò un Polo territoriale di riferimento per la prevenzione dei tumori al seno, confermando ancora una volta la necessità di servizi territoriali di qualità, capaci di rispondere alle esigenze e ai bisogni delle popolazioni e contemporaneamente di ottimizzare l'offerta poliambulatoriale".

Soddisfazione anche da parte del Presidente del Consiglio Comunale Antonio Tiene. "In questi giorni", sottolinea, "era in corso una raccolta di firme, da parte di un comitato sorto spontaneamente, per sollecitare la Direzione Generale Asl e la Regione all'acquisto del nuovo mammografo. Il via libera da parte della Regione ha anticipato i tempi e di questo non possiamo che ringraziare l'Assessorato. D'altra parte, le grandi campagne di comunicazione e il grande lavoro di sensibilizzazione svolto anche del Servizio di senologia territoriale hanno moltiplicato le consapevolezze in questo campo e favorito il radicamento di una vera e propria cultura della prevenzione. Che l'Assessorato indichi in Nardò un Polo territoriale di riferimento appare un riconoscimento della qualità del lavoro svolto in questa direzione".

"Quando la filiera istituzionale è compatta e coesa i risultati non si fanno attendere", commenta Giovanni Siciliano. "L'avaria di una strumentazione così delicata e importante rischiava di compromettere non solo la qualità del lavoro garantito dalla struttura ospedaliera, ma soprattutto la domanda di salute che arriva dal territorio".