Cronaca

Quando si gioca con il territorio è sempre un gioco a perdere. Poker di discariche e cave, a Nardò una miscela esplosiva

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orco logo300-3421LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Castellino, Rei, Italsmal e Fattizze. Ritorna l'approfondimento di Luigi Nanni e sono dolori. Gli argomenti trattati, infatti, riguardano la salute del territorio e dei cittadini. "In fatto di ambiente è bene aprire gli occhi e sorvegliare. L'abbiamo capito tutte le volte che si è avuto a che fare con enti istituzionali, talvolta mostratisi pachidermici e sonnolenti.


Se ne è avuta prova con l'inquinamento di una vasta area tra Casarano e Tricase, un tempo il più grande polo calzaturiero d'Italia e forse d'Europa. Possibile che nessuno sapesse dei pericolosi inquinanti di quella produzione? Meglio, che nessuno chiedesse le bolle di smaltimento dei pericolosi rifiuti? Che – è facile dedurlo – erano fasulle o manipolate. Poi, la terribile scoperta, e giù a iosa lacrime di coccodrillo. Che non servono e semmai servono soltanto a distrarci dal problema. L'altro pericolo è quello dell'assuefazione e di pensare che i giochi sono fatti e, pertanto, rien ne va plus! Niente di più sbagliato, anche se oggi Nardò ha sul piatto un bel tris, anzi un poker tra discariche e cave di estrazione di pietra, a vario titolo sub judice e per le quali forse è giunto il tempo per indagare a tutto campo.

 

Andiamo per ordine. Ci siamo dimenticati di Castellino? Noi no, semmai questo vale per altri, Provincia di Lecce in testa, che alterna attenzione e oblìo, forse sperando che un bel giorno non se ne parli più! Vale la pena riepilogare la questione (ma sarebbe il caso che ci evitassero questa fatica). La discarica di Castellino, formalmente e praticamente è una discarica non ancora chiusa. Lo sapeva bene Macculi e compagnia, scatenati sul fronte della necessità di dover conferire le ecoballe e sulla conseguente "risagomatura". Vale a dire, riempire il vuoto che ancora la discarica di Castellino offrirebbe. Senza voler tediare, la discarica di Castellino per noi offre ancora un doppio motivo di attenzione. Il primo lo chiameremmo regolamentare o funzionale. Come mai Nardò ha subito per decenni l'ingombrante presenza (vi ha scaricato mezza provincia di Lecce), senza aver avuto nessuno beneficio? Di tanto in tanto (da anni) si levano voci sul ristoro ambientale che detti comuni dovrebbero assicurare a Nardò. Parole inutili. Campa cavallo! Passata la festa, gabbato lo Santo! Ancora: chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. Oggi, in vena di modi di dire.

L'altro versante riguarda la necessità, l'urgenza, di sapere cosa c'è nelle viscere di Castellino. Lo diciamo per l'ennesima volta. Che si aspetta a dare conseguenza alla "promessa istituzionale" (Regione, Provincia), di dover rassicurare le popolazioni sul contenuto di tante discariche (Castellino in testa), a seguito della denuncia del pentito Schiavone (con dichiarazione tutte rispondenti al vero, come per i pericolosi rifiuti della camorra interrati a Ordona, in provincia di Foggia)? Si perde tempo. Perché – è facile supporlo – a Castellino accanto a rifiuti "normali", se ne scopriranno "altri", portati a suo tempo da camion con targhe Napoli, Caserta . Bastava chiederlo (si fa ancora in tempo) ai componenti dell'allora Comitato (e, per giunta, ci sono denunce "protocollate"). Nonostante tutto, pensiamo di dover ancora una volta tornare sull'argomento.

Passiamo a REI, la discarica per inerti, quindi discarica per materiale contenente amianto. Benedetta nave in arrivo! La nave veleggiava a favore di vento con i suoi cinquemila mc di materiale con amianto e Nardò scopriva di avere un'altra discarica sull'uscio di casa, in località Castellino-Vignali. Anche qui, poca chiarezza. S'è scoperto trattarsi della sola discarica autorizzata in Puglia. E capace di ottenere dalla Provincia di Lecce (ok anche da Nardò e Galatone) in un batter d'occhio ben due ampliamenti, portando da qualche migliaio a circa settantamila mc di conferimento. Perbacco, accidenti, complimenti! Non è il caso di scherzare. E nemmeno la fa il gestore-proprietario-amministratore-professore Giuseppe Calò che - ineccepibile il suo punto di vista – si lamenta di dover trattare così poco materiale, trattandosi dell'unica discarica autorizzata in Puglia (quando il Registro Amianto ne calcola una presenza di 1.850.000 mc) , gettando fendenti (accuse) a Enti Istituzionali e facendo capire che si è in presenza di pratiche truffaldine, col materiale che "inizialmente" riceve il contributo per via dell'amianto e poi misteriosamente diventa materiale comune al momento dello smaltimento in discarica. Amen.

Avevamo appena fatto il punto sulla REI, che subito ci è piovuta sulla testa (infatti, si tratta di ...pietrame) la richiesta di ampliamento della discarica Itasmal srl in località Castellino. Ampliamento previsto in progetto è di circa 8 ha e dovrebbe portarlo alla misura complessiva di circa 14 ha (il corrispettivo di circa 28 campi di calcio!).
La Conferenza dei Servizi ha preso atto della cosa, ma sono subito risaltate tutte le posizioni critiche emerse nella Commissione Consiliare Urbanistica-Ambiente. Senza dire che si era anche alla presenza di AQP, Autorità Idrica, Autorità di Bacino e Comitato Tutela del Paesaggio. Ma, semplicemente, un nulla di fatto. Il tutto, interlocutorio. Nessuna valutazione di impatto cumulativo che – sentenze Tar – sono obbligatorie in presenza di più impianti. E' evidente la possibile problematicità relativa alla distanza delle condotte idriche dell'AQP dall'intervento proposto (la prima: "Zanzara-Galatone", la seconda riguarda proprio l'abitato di Nardò). Peraltro - come giustamente è stato osservato – manca il parere fondamentale dello stesso AQP e dell'Asl di Lecce che è condizionato proprio da quello favorevole dell'AQP. Di qui la frettolosa Conferenza dei Servizi del 12 maggio che si è risolta con un inevitabile nulla di fatto e rinvio a data da destinarsi. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Altro modo di dire: chi vuol intendere intenda.

Nemmeno il tempo di respirare e un'altra cava di estrazione di proprietà Giordano Srl, in località Fattizze (dalle parti della Pista), ne chiede l'ampliamento. Quasi una provocazione o uno scherzo. Ma non si tratta della stessa società che il 4 febbraio di quest'anno ha subito il sequestro preventivo emesso dal Gip di competenza? Si è scoperto che da accertamenti eseguiti dalla Forestale, su specifica delega dell'Autorità Giudiziaria, l'impianto era sprovvisto della necessaria autorizzazione all'emissione in aria del particolato proveniente dalla frantumazione? Avete capito bene? Sprovvisto di una simile autorizzazione! Volendo fare un esempio, è come se una ipotetica Ilva neritina operasse senza poi dare conto dei fumi che sparge per l'aria. Bene, pertanto, ha fatto il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Nardò Salvatore Antonazzo a richiedere all'Ufficio dell'Area 2 di inoltrare nei confronti dell'Ufficio di Presidenza della Provincia di Lecce, formale richiesta di accesso agli atti relativi al procedimento in questione.

LUIGI NANNI