Cronaca

*FOTO* Imbarazzo delle istituzioni sul caso di Renata Fonte. L'ex-assessore Vincenzo Renna non le manda a dire

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NARDO' - E' una questione di legalità. Il caso Sabr e l'intitolazione dell'aula consiliare a Renata Fonte. Due argomenti diversi ma legati da un filo invisibile. Ecco il pungente intervento di Vincenzo Renna, già assessore ai Lavori Pubblici nel governo di Marcello Risi.

 

 

renna medagliaGentile Direttore, da cittadino di questa città ho apprezzato molto l'attenzione del suo webmagazine rivolta al caso "Fonte" a trenta anni dalla sua tragica scomparsa.

La difesa di ufficio e lo sgomento manifestato da molti pensatori "nostrani", rispetto alla pedata a divinis di "Don Ciotti" invocata in Piazza Salandra rispetto ad una "partecipazione sonnecchiosa" della città al ricordo di Renata, a 30 anni dal suo assassinio, mi hanno portato ad intervenire nel dibattito dando il mio contributo, dal suo giornale prontamente pubblicato.

L'epilogo triste di questo dibattito riviene dalla seduta consiliare, che la sua Testata bene ha fatto a riprodurre nella sua interezza a proposito della mozione del consigliere comunale Pippi Mellone per l'intitolazione dell'aula consiliare alla compianta Renata.

Essendo firmatario della mozione citata ed avendo argomentato ampiamente sull'argomento non mi soffermerò sul perché l'aula consiliare andrebbe intitolata all'assessore Fonte.
Invece, vorrei fermarmi su una circostanza che di seguito alle immagini da Lei trasmesse, si evince con chiara e drammatica evidenza, l'imbarazzo delle istituzioni ad occuparsi della domanda di legalità ed etica che in modo trasversale emerge dal tessuto sociale della nostra Nardò, non solo dai partiti e movimenti politici, ma anche da associazioni apartitiche ed ambientaliste, tra tutte anche Libera di don Ciotti.

In primis, vedere i banchi degli assessori dove sedette la "nostra" Renata vuoti, eccettuata la presenza di Maurizio Leuzzi, fa calare un velo di amarezza.
Delle due l'una: non è escluso che 6 assessori su 7 siano stati interessati da problemi sopravvenuti ed improcrastinabili di natura personale, diversamente dovremmo supporre uno scarso interesse sul tema, sul punto del resto bene ha fatto ad argomentare in tal guisa il Consigliere Frassanito.

Ma la cosa che mi ha fatto specie è percepire l'imbarazzo unito all'aria di sufficienza del sindaco nel replicare all'intervento del consigliere Mellone, singolare davvero il riferimento all'ineleganza per l'accostamento fatto dal Consigliere mozionario ad una pagina di isolamento ed odio conosciuta da questa Amministrazione, che, mio malgrado, mi ha visto protagonista, per fortuna senza epiloghi infelici.

Lungi dal proporre oscene analogie, ma basterebbe risentire l'audio registrazione pubblicata dala sua testata "SABR.INA 6 - No alla costituzione come parte civile. Tutti gli interventi in commissione consiliare in un file audio. *SOLO PER APPASSIONATI*" a proposito dell'accesa commissione consiliare per la costituzione di parte civile nel processo SABR per comprendere come quel riferimento fosse per quanto incidentale pertinente.

Ancora una volta il Consiglio Comunale e le istituzioni hanno evidenziato un eccesso di timidezza se non paura ad affrontare e risolvere in un modo o nell'altro questioni afferenti alla legalità ed alla memoria, ossia ai valori che dovrebbero caratterizzare una comunità come la nostra, proprio, alla luce di esempi e sacrifici nobili come quelli di Renata.

Si è deciso di non decidere e di rinviare a quando? e soprattutto a Chi?

Vincenzo Renna