NARDO' - A Nardò Rosa Parks, la signora americana di colore che si rifiutò di lasciare il suo posto su un autobus in Alabama ad un uomo bianco, avrebbe forse avuto essa stessa la pelle bianca.
Questo parte del contenuto di un manifesto, provocatorio ma non troppo, diffuso in queste ore sulle principali vie cittadine dalla Comunità Militante Andare Oltre del consigliere comunale, Pippi Mellone, e da Nuovocorso, rappresentato in Consiglio da Oronzo Capoti.
"Abbiamo ammirato l'ennesimo annuncio di un instancabile Risi in versione social network. Con un'addetta stampa e una portavoce pagate coi soldi dei neritini, una forte presenza del sindaco su mezzi d'informazione e i social network era un rischio che sapevamo di correre. Peccato che il primo cittadino adoperi la tecnica renziana dell'annuncio. Prima il tweet, e a distanza di qualche giorno, se è il caso, la delibera o l'atto amministrativo.
Stavolta l'annuncio riguardava manco a dirlo lo spinosissimo tema dei lavoratori migranti. Un argomento di cui si torna a parlare, come ogni anno, a stagione ampiamente iniziata senza la benché minima programmazione. Un'assenza di progettazione che fa comodo, ormai è chiaro, a qualcuno.
Ebbene il sindaco questa volta si è spinto ad annunciare un servizio di navetta ad esclusivo vantaggio dei lavoratori migranti che a partire dalle ore 19 farà due corse da Arene/Boncuri (il dormitorio) fino alla mensa Caritas presso il Seminario e viceversa. Un servizio di navetta che abbiamo poi scoperto costerà 5.000 Euro ai cittadini neritini. Uno dei tanti servizi messi in piedi dall'Amministrazione in favore dei migranti quest'anno, per una spesa complessiva di circa 60.000 euro.
20.000 per l'affitto di un terreno per 6 mesi, come se la stagione delle angurie durasse così a lungo, e come se con quella somma non fosse possibile acquistarlo un terreno. 15.000 euro per l'affitto di tende e anche qui l'acquisto sarebbe stato forse più "conveniente". 5.000 euro per il noleggio di bagni chimici. 15.000 euro per montare e smontare le tende e ripulire l'area. E 5.000 come detto per la navetta. Totale: l'astronomica cifra di 60.000 euro.
Ci auguriamo che a qualche profeta del perbenismo non venga l'insana idea di lanciarci accuse di razzismo essendo noi gli stessi che, lo ricordiamo, furono tra i pochissimi in Consiglio (3 in tutto) a spendersi e battersi per la costituzione di parte civile da parte del Comune di Nardò nel processo Sabr a carico di imprenditori, anche neritini, accusati tra l'altro di schiavismo. A noi, dicevamo, interessa denunciare alcuni fatti che riteniamo fondamentali con questo manifesto e che andiamo predicando da anni:
- si sta ormai consumando una discriminazione verso i cittadini italiani, e i neritini non fanno eccezione. Dall'ospedale per migranti, lanciato la scorsa estate dall'ex assessore regionale, Elena Gentile, al trasporto per soli migranti, dalla carne di maiale vietata a tutti i fruitori (nessuno escluso) della mensa Caritas neretina al servizio di Emergency anch'esso solo per migranti, gli esempi, purtroppo non mancano. Noi guardiamo con rispetto e affetto a tutti coloro, qualsiasi sia il colore della pelle o la nazionalità, che vengono nella nostra Città a lavorare, ma ci chiediamo se non sia il caso di garantire servizi, sanità, trasporti, per tutti, compresi i fratelli extracomunitari;
- mentre si garantisce un servizio (per carità, lo ribadiamo, sacrosanto!) ai migranti i nostri concittadini continuano a pagare ogni anno da 14 anni a questa parte una addizionale Irpef destinata a finanziare un servizio di trasporto urbano. Servizio, lo ricordiamo, nato nel luglio 2000 per iniziativa della giunta Dell'Anna e soppresso nel settembre 2003 dalla giunta Vaglio. Ebbene da 11 anni, ognuno di noi, continua pagare un'addizionale per un servizio che non c'è più! Un fatto tutto italiano che ricorda tanto le accise sulla benzina che tutt'oggi continuiamo a pagare per il terremoto in Belice del 1968. Le richieste per la reintroduzione di un servizio del genere, peraltro, dopo il trasferimento del mercato in zona 167, che ormai si dice imminente, e la soppressione di molti servizi legati alla Sanità, si fa sempre più pressante. Perché non pensare, dunque, ad un servizio di questo tipo anche per i neritini?
Mesi addietro denunciammo come i nostri concittadini anziani, magari senza parenti o amici disponibili o senza mezzi di locomozione propri, siano sempre di più e proponemmo di istituire servizi di collegamento efficienti e costanti che collegassero il nostro centro urbano con gli ospedali di Copertino, Galatina e Lecce, alla luce soprattutto della soppressione del nosocomio neritino. Di quella proposta nemmeno l'ombra. Ebbene non ci interessa innescare una guerra tra poveri ma perché i "nostri" di poveri devono venire sempre dopo, perché non pensare a tutti coloro che versano in condizioni di indigenza presenti sul nostro territorio e non solo a chi vi risiede per pochi giorni l'anno?
- e infine la madre di tutte le questioni nonché il principale messaggio che ci prefiggevamo di lanciare con questo manifesto: che a pagare, questo e gli altri servizi destinati ai migranti, siano gli imprenditori del settore direttamente interessati! Siamo stanchi di soggetti che privatizzano i ricavi e socializzano le spese! Alloggio, vitto, sanità, persino trasporti per i fratelli migranti, siano a spese di questi signori! Noi lo diciamo da anni, da circa un decennio ormai, nel silenzio generale. La smettano gli amici perbene e magari in buona fede della sinistra (e crediamo siano in tanti) col buonismo e il solidarismo fine a sè stesso, a beneficiarne è solo questo sistema perverso. Si vada verso il modello dei baustelles svizzeri! Siano gli imprenditori a garantire ciò di cui necessitano, giustamente i migranti! Conduciamo insieme questa battaglia! Diciamo basta agli interessi elettoralistici di certa politica, alla caccia agli affari di certe cooperative impegnate nel campo della cosiddetta solidarietà, ai sindacati che troppo spesso fanno gli interessi solo di pochi, alla politica che fa inutili tavoli per accaparrarsi magari le simpatie di qualche categoria.
Prima che scoppi anche nella nostra città una rivolta simile a quelle viste a Rosarno, a Capo Rizzuto, a Porto Palo e a Lampedusa, occorre adottare una ricetta che riesca a scaricare i costi di questo dramma su coloro che usano questa manodopera: gli imprenditori.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre
Oronzo Capoti
Consigliere comunale
Nuovocorso per Nardò